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La lettera/Manisporche contro l’amministrazione comunale: è incapace di adempiere al proprio ruolo di mediatrice tra interessi privati e pubblici

Accessi al mare, caos nel centro storico, multe nell’ex zona Ina Casa: ecco le maggiori accuse al sindaco Annese

 

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Movimento ‘Manisporche’, rappresentato in consiglio comunale da Angelo Papio.

 

“Prendiamo atto della buona volontà di molte persone della società civile locale, di reagire all’imbarazzante disattenzione politica che sta investendo il nostro territorio. Nell’arco di poche ore, un Comitato spontaneo per la tutela delle coste ha chiesto chiarezza sulla libera fruizione del mare e un Comitato per la tutela dei residenti del centro storico ha segnalato la situazione di invivibilità del centro medievale, ostaggio di un’estate selvaggia. Dimenticandosi del proprio ruolo di conciliazione fra diversi interessi, soprattutto quelli di natura pubblica, l’amministrazione Annese non ci spiega perché sia possibile posizionare i tavolini in ‘doppia fila’ restringendo pericolosamente le già strette viuzze medievali o situarli dinanzi agli ingressi delle case impedendo l’accesso ai residenti, o intorno alle panchine di piazza Garibaldi, riducendo drasticamente le sedute pubbliche della piazza. 

 

Sul fronte degli accessi al mare, l’amministrazione Annese non ha speso una parola sugli accordi in corso con il privato proprietario dell’area intorno al camping di Santo Stefano per la viabilità di arrivo a Cala Verde e a Cala Sottile. Nessun chiarimento sull’esatta posizione della dividente demaniale dopo la demanializzazione del tratto di costa intorno alla caletta di Porto Marzano Piccolo. Per non parlare dell’aumento esponenziale delle spiagge in concessione, o comunque occupate e gestite dai privati, a discapito di quelle pubbliche fruibili da tutti. Eppure, quando ha voluto, la stessa amministrazione ha dimostrato grande solerzia ed efficienza: ha aperto alle concessioni per i tavolini nuove strade pedonali; ha raddoppiato gratuitamente tali aree nel centro storico dividendo una categoria, quella degli operatori del commercio di Monopoli, in figli e figliastri; con piglio scientifico, intellettualmente e moralmente disonesto, fa razzia di multe nella Ztl del quartiere INA Casa, vicino a Porta Vecchia, intercettando turisti e forestieri caduti incautamente nell’errore, senza domandarsi se vada dato maggiore risalto alla segnaletica (specie serale) della zona. Un’amministrazione incapace di adempiere al proprio ruolo di mediatrice tra gli interessi di alcuni privati e quelli dell’intera comunità monopolitana, non può che danneggiare gravemente lo sviluppo organico della città e del suo territorio. Ricordiamocelo tra pochi giorni, quando voteremo chi deve rappresentarci in Regione e sforziamoci di distinguere chi può incarnare il cambiamento e chi potrà solo, nelle poche ore che ci separano dal voto, mutare il proprio volto di lupo nella maschera di un agnello”.