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Un caso di malasanità dà origine all’odissea di un’anziana monopolitana, deceduta per il Covid-19

I familiari pensano ad adire le vie legali. Problemi anche per l’estremo saluto all’interno del cimitero

 

Un’odissea tragica per una donna 83enne monopolitana, deceduta l’altro giorno per gli effetti del Coronavirus. Una vicenda che avrà sicuramente degli strascichi di natura legale. Tutto comincia il 7 settembre scorso quando la signora viene ricoverata nella clinica Mater Dei di Bari per un intervento di protesi all'anca. Tampone negativo e via con intervento e decorso. Nel frattempo nel reparto scoppia il caso dei contagi e cominciano a dimettere i pazienti non positivi per evitare la propagazione del contagio. La signora monopolitana viene dimessa il 7 ottobre, senza aver concluso la riabilitazione.  Qui avviene il presunto caso di malasanità. Dalla clinica si accorgono di aver commesso un errore nella lettura del risultato del tampone (avevano letto l’esito del tampone d’ingresso) dopo che la signora è tornata a casa, dove ad attenderla ci sono gli altri familiari per salutarla e riabbracciarla. Alla notizia del tampone positivo scatta per tutta la famiglia l’isolamento in location diverse: due figli risultano positivi dopo qualche giorno, una dei due viene ricoverata in ospedale dopo una settimana. Domenica pomeriggio 8 novembre la signora, che nel frattempo aveva accusato sintomi gravi ed era stata ricoverata, messa in rianimazione, sedata e intubata, è morta. Come se non bastasse, secondo quanto racconta una fonte vicina ai familiari, la vicenda ha un ulteriore strascico nel cimitero di Monopoli. I familiari avrebbero dovuto dare l’estremo saluto alla donna in un luogo, ritenuto indecente e per questo motivo sono stati costretti a far intervenire una pattuglia dei vigili urbani.