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La riflessione di Miriam L’Abbate tra pandemia, sistema sanitario e politica. E poi l’invito ai consiglieri di opposizione: facciamo squadra

La consigliera comunale di ‘Monopoli al Centro’ rende pubblico il suo stato d’animo 

 

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Miriam L’Abbate, consigliera comunale di ‘Monopoli al Centro’, sulla situazione attuale, caratterizzata da un nemico invisibile: il Coronavirus.

“Ritengo doveroso condividere la mia personalissima esperienza, seppur non in prima persona, sulla pandemia e sugli effetti del virus. Ho un magone che non riesco a spiegare. Sono arrabbiata e delusa da un sistema sanitario nazionale debole; non certo però per colpa dei medici chiamati a fronteggiare questo virus a cui va il mio rispetto e alle cui famiglie va il mio ringraziamento per quello a cui stanno rinunciando in questo momento. Un sistema sanitario debole perché fatto di strutture spesso inidonee o troppo piccole o troppo vecchie. Sono arrabbiata perché ai medici di base non è stata data la possibilità di prepararsi in modo appropriato, non sono state fornite le risposte adeguate e nemmeno offerti in dotazione gli strumenti di protezione standard. Sono arrabbiata con chi deve tutelare il diritto alla salute di ciascuno di noi, che non si limiti a garantire il posto letto in ospedale che oggi hai se sei fortunato. Tutelare la salute dei cittadini significa non abbandonare l’ammalato anche una volta tornato a casa, e non abbandonare i suoi familiari lasciati soli nell’incertezza e nella paura più totale. Tutto ciò non è possibile che accada. Ho visto occhi pieni di lacrime chiedere aiuto, persone spaventate sull’orlo di un esaurimento. Vorrei tanto prendermi le colpe come politico perché così significherebbe sapere di aver sbagliato e sapere anche come rimediare, ma la verità è che io non lo so cosa fare. Per questo voglio invitare l’opposizione a fare squadra su questi temi, ora. Tralasciando per un momento le questioni sulle quali scontrarci e discutere. Per quello ci sarà tempo. Restiamo uniti e ricordiamoci tutti che prima di rivestire un ruolo noi siamo essere umani”.