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Il 4 dicembre del 1994 e il 4 dicembre del 2008 due date storiche a Monopoli: prima la nascita dell’Ant, poi l’inaugurazione dell’Hospice S. Camillo

Il ricordo di Conversano, il promotore delle due iniziative che fecero capire l’importanza dell’assistenza domiciliare

 

Il 4 dicembre del 1994 e il 4 dicembre del 2008 due date storiche per la città di Monopoli e per il sudest barese: 26 anni fa veniva inaugurata la sezione dell’Associazione nazionale tumori (che poi si è estesa nei comuni del comprensorio Castellana Grotte, Polignano a Mare, Conversano, Putignano, Turi, Noci, Gioia del Colle, Sammichele, Locorotondo e Alberobello) mentre 12 anni fa veniva inaugurato l’Hospice San Camillo della ASL Bari. A ricordarle è Antonio Conversano, il promotore delle due iniziative che fecero capire a tutti l’importanza dell’assistenza domiciliare. “Con l’Hospice, ma soprattutto con il modello organizzativo dell’Unità Operativa di Cure Palliative (UOCP) – scrive Conversano - abbiamo raggiunto il massimo della qualità dell’assistenza. Questo è documentato da un’inchiesta sull’adeguatezza delle cure palliative fatta in tutta Italia  nel giugno del 2012 da un’agenzia specializzata di Verona la ‘Value Relations’ che ha definito la UOCP della ASL Bari a Monopoli una eccellenza che può fare scuola in tutta Italia”. “Da tutte queste esperienze – aggiunge - nel 2009 è nata la nostra realtà tutta pugliese l’AMOPUGLIA che, in regime di sussidiarietà, supporta la UOCP della ASL Bari con personale, attrezzature, automobili e progetti vari per garantire al massimo la qualità e l’efficienza dell’assistenza”. “Ogni giorno nei programmi televisivi – continua Conversano - sentiamo parlare delle carenze dell’assistenza domiciliare e mi vengono in mente le lotte che ho dovuto sostenere per far crescere la mia idea. Volutamente ho detto idea perché il 1° aprile del 1993, quando riunii a casa mia, e non certo per uno scherzo, i componenti del comitato promotore avevo solo un’idea: soddisfare i bisogni dei pazienti affetti da tumore in fase avanzata che venivano letteralmente abbandonati al loro triste destino insieme con le loro famiglie.    I partecipanti a quella prima riunione erano: il dottor Francesco Chillà, il Prof. Vito Cotugno, il giudice Fortunato D’Auria, il prof. Giovanni Gabrieli, il dottor Giovanni Marasciulo, il dottor Paolo Muolo ed il dottor Giuseppe Pastore. A loro tutti va la mia eterna gratitudine perché hanno avuto fiducia nel mio progetto e, mettendoci la faccia, hanno condiviso con me tante battaglie. Grazie a quelle battaglie abbiamo realizzato un modello che la ASL Bari ha definito (del n.1252 del 15 luglio 2019) Centro di Coordinamento delle Cure Palliative (oncologiche e non oncologiche) di tutta la ASL e la Giunta regionale con del. n.333 del 10 marzo 2020 lo ha individuato quale Centro di Riferimento regionale con funzioni organizzative e di coordinamento dell’intera rete regionale di Cure Palliative”. “Ho stimato che approssimativamente dal 1994 ad oggi – conclude Conversano - sono stati assistiti oltre 20.000 pazienti affetti da tumore in fase avanzata residenti nei Comuni del sud est barese”.