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Fronte comune contro le trivelle nel basso Adriatico: il consigliere regionale Lacatena e ‘Manisporche’ sono in pieno accordo

Il capogruppo di Forza Italia e il Movimento civico monopolitano lo ribadiscono in due comunicati distinti

 

No alle trivelle nel basso Adriatico: lo ribadiscono in due note distinte il capogruppo regionale di Forza Italia, il monopolitano Stefano Lacatena e il Movimento ‘Manisporche’ di Monopoli, rappresentato in consiglio comunale da Angelo Papio.

 

Lacatena. “Sulle trivelle – afferma Lacatena - dobbiamo dimostrare il nostro orgoglio di comunità e la nostra capacità di parlare con una sola voce per difendere uno dei tratti identitari della nostra terra: il mare come risorsa paesaggistica, ma anche economica per la pesca e il turismo. Sono anni che combattiamo contro la ricerca di idrocarburi nell’Adriatico e contro i poteri forti delle multinazionali: a Monopoli fummo fieri promotori di una straordinaria mobilitazione per rivendicare la volontà dei pugliesi di essere considerati nei processi decisionali così cruciali per il futuro comune. Oggi, il rischio incombe ancora e, come si dice, il gioco non vale neanche la candela visto che, a quanto sembra, il petrolio presente nei nostri mari coprirebbe appena l’1% del fabbisogno energetico nazionale. Si tratta di una battaglia cruciale per la nostra terra e noi siamo pronti a far fronte comune con il presidente Emiliano: la posta in gioco è elevatissima e le istituzioni, con fermezza e determinazione, devono lottare guardando nella stessa direzione. Su questo, supporteremo ogni iniziativa della Giunta regionale per far valere i diritti della nostra comunità a livello nazionale”.

 

Manisporche. “Non una semplice proroga, ma il rapido e urgente avvio del percorso per la redazione del ‘Piano per la Transizione Energetica delle Aree Idonee”: è quanto auspica il Movimento ‘Manisporche’ che ha sollecitato l’assessora all’Ambiente Anna Grazia Maraschio e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano a scrivere al Governo “per evitare mezze misure e compromessi al ribasso: il Piano delle Aree Idonee è l’unico strumento di sistema, che non presta il fianco a ‘ripensamenti politici’ e comincia ad affrontare il tema della transizione energetica”. “È nostra ferma speranza che, a sollecitare questo Piano, oltre a movimenti e comitati, - sottolinea ‘Manisporche’ - ci siano tutte quelle forze politiche che certo non si sono troppo sbilanciate in questa direzione e che, in queste ore, hanno gridato allo scandalo”.