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Il contributo di ‘Manisporche’ al processo partecipativo sull’uso dell’area delle Casermette

Una significativa riqualificazione urbana può nascere dall’utilizzo delle aree militari dismesse

 

L’amministrazione comunale di Monopoli, guidata dal sindaco Angelo Annese, ha bandito qualche mese fa un contributo di idee sull’utilizzo dell’ex Deposito Carburanti, meglio noto col nome di ‘Casermette’. E il contributo da parte del Movimento ‘Manisporche’, rappresentato in consiglio comunale da Angelo Papio, non è mancato. Ecco di seguito cosa propone l’organismo civico monopolitano.

 

“A distanza di tempo, abbiamo l’occasione di pensare Monopoli armonicamente nel suo insieme e in grande. La storia urbanistica della città racconta di  un progetto urbano nato alla fine del ‘700 per espandere la città fuori dalle mura medievali, dello straordinario piano regolatore generale dell’urbanista Luigi Piccinato, che ha dato un disegno alla Monopoli della seconda metà del 900,  del più recente piano urbanistico generale (Pug) che, nato per promuovere un’urbanistica concordata tra pubblico e privato, sta producendo un insostenibile consumo di suolo e moltiplicando a dismisura le volumetrie residenziali, in cambio di ben pochi servizi e vantaggi alla collettività. Da un decennio il Movimento Manisporche è impegnato a indagare le magnifiche potenzialità paesaggistiche produttive e occupazionali della città di Monopoli e del suo territorio.

 

Siamo convinti che il processo progettuale delle “Casermette” che, insieme alla “zona Servizi” e alla “zona Cisterne”, costituisce la vasta area militare dismessa del “Deposito Carburanti”, per la sua posizione strategica non possa non partire da una visione d’insieme del suo intorno, urbano e territoriale. Solo per ricordare, il Pug ha suggerito per la “zona serbatoi” la realizzazione di un parco urbano, mentre ha individuato la “zona Servizi” come sede dei Vigili del Fuoco. Una nuova riorganizzazione della mobilità e una mirata distribuzione di poli funzionali strategici (sociali, culturali e produttivi) rappresentano l’ossatura di una nuova visione del territorio, sia tra le componenti interne al Comune sia in rapporto al comprensorio politico-geografico di riferimento (Sudest barese, Città Metropolitana di Bari). Abbiamo provato a riepilogare le idee principali, concettuali e progettuali, con queste righe e alcune tavole (nella foto sono inserite quattro delle sette tavole).

 

Nel tessuto urbano di Monopoli abbiamo individuato sette ‘nodi di scambio’:

 

  • Nodo storico-culturale: LA PIAZZA
  • Nodo produttivo-marittimo: IL PORTO
  • Nodo produttivo-industriale: AREA EX CERAMICA
  • Nodo viario-intermodale: LE CASERMETTE
  • Nodo paesaggistico-ambientale: IL PARCO LAMA BELVEDERE
  • Nodo produttivo-agricolo: LA CAVA CARAMANNA
  • Nodo turistico-culturale: IL CAPITOLO

 

Di questi sette ‘nodi’ (luoghi della concentrazione di funzioni vitali della città) cinque coincidono con altrettanti ‘poli’ (luoghi della relazione e dell’aggregazione sociale): LA PIAZZA, IL PORTO, LE CASERMETTE, IL PARCO, IL CAPITOLO. In questo sistema di ‘nodi di scambio’ e ‘polarità sociali’, l’area delle CASERMETTE può svolgere l’evidente ruolo primario di cuore pulsante di un importante nodo di scambio intermodale tra diversi sistemi di trasporto: linea ferroviaria, autolinee, automobili e micromobilità. Per ottenere il miglior risultato è necessario annettere all’area in questione, posta immediatamente a sudovest della stazione ferroviaria, l’area di recente acquisizione comunale, posta a nordest della stazione stessa. In quest’ultima area è già prevista la realizzazione di una velostazione e di un parcheggio pubblico a raso. A rafforzare il collegamento tra le due aree, sono in fase avanzata di progettazione due opere pubbliche di Rete Ferroviaria Italiana: il sottopasso carrabile di via Arenazza e quello pedonale di via Umberto. In conclusione, qualsiasi suggerimento di destinazione d’uso si voglia proporre all’interno dei circa 10mila metri quadrati di spazio coperto, deve lasciare la precedenza a quelle che servono a far svolgere la sua funzione principale. Tra di esse, a titolo di esempio: Ufficio informazioni territoriale, Ristorante, Foresteria Sale convegni, Museo della città, Spazio libero multifunzionale e Magazzini”.