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La protesta pacifica dei commercianti: la solidarietà di Annese, Lacatena e dei consiglieri comunali di Spazio Civico, Gruppo Misto e Manisporche

Da più parti si sollecitano sostegni economici, riaperture controllate ed esenzione di Tari e Tosap

 

La protesta pacifica dei commercianti monopolitani svoltasi nella mattinata di mercoledì 7 aprile in piazza Vittorio Emanuele II ha trovato la solidarietà del mondo politico della città ed espressa da comunicati stampa, di cui facciamo la sintesi. 

 

Il sindaco Annese. Nel sottolineare il momento difficile che stanno vivendo i commercianti, il sindaco Angelo Annese, raccogliendo anche la disponibilità degli altri sindaci del sudest barese, si è impegnato a portare le loro istanze all’attenzione della Regione Puglia “affinchè si instauri un tavolo di ascolto di queste categorie costrette alla chiusura”. 

 

Il consigliere regionale Lacatena. Anche il consigliere regionale di Forza Italia, il monopolitano Stefano Lacatena, presente in piazza, si è impegnato a portare la vertenza all’attenzione del consiglio regionale. “Attendo dai commercianti un elenco di richieste dettagliate per tradurle in un documento da sottoporre all’assemblea della Regione Puglia” ha affermato nella nota Lacatena.

 

Spazio Civico. I tre consiglieri comunali di Spazio Civico Silvia Contento, Francesco Tamborrino e Carlo Maria Maione sollecitano sostegni economici e riaperture controllate delle attività. “E’ l’unica via per salvare le aziende” sostengono i tre consiglieri che si dicono pronti ad affiancare chi “rivendica il diritto a lavorare” e chi “si impegna a farlo nel rispetto delle esigenze di salute pubblica e di sicurezza nel rispetto delle elementari norme anti contagio.

 

Gruppo Misto. “Occorre far aprire tutti in sicurezza” sottolineano i tre consiglieri comunali del Gruppo Misto Giuseppe Campanelli, Franco Leggiero e Antonio Rotondo che come primo atto concreto verso i commercianti chiedono al comune di Monopoli di esonerarli dal pagare Tari e Tosap per i mesi in cui sono stati chiusi. “Lo scorso anno è stato fatto con i ristori statali – aggiungono - questa volta non aspettiamo un nuovo Decreto Liquidità, facciamolo subito signor sindaco”.

 

Manisporche. Di tutt’altro tenore il comunicato del Movimento ‘Manisporche’ che scrive di rabbia sociale crescente e di politica che ha idee confuse. “C’è una scala di priorità che non può essere messa in discussione e che vede la salute al primo posto – si legge nella nota - segue il benessere dei singoli e delle famiglie, che necessita di politiche attente lungimiranti, con capacità di programmazione che non inseguano i bisogni ma che sappiano prevenirli in modo competente e sostenibile. Emergenza e provvedimenti emergenziali sono l’autodenuncia di una politica impreparata e adusa all’improvvisazione”.