Modifica e proroga Piano Casa: le posizioni dell’assessore regionale Maraschio e dei consiglieri Amati e Lacatena

Il dibattito nella riunione odierna della V Commissione regionale. Prossimo incontro il 30 settembre 

 

Alla Regione Puglia continua il dibattito sul cosiddetto ‘Piano Casa’. Oggi, 27 settembre, l’argomento è stato esaminato dalla V Commissione, presieduta da Paolo Campo, ed è stata aggiornata a giovedì 30 settembre, convocando in audizione ANCE, ANCI e gli ordini professionali degli architetti e ingegneri. Sulla vicenda sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore all’urbanistica Anna Grazia Maraschio ed i consiglieri regionali Fabiano Amati (Partito Democratico) e Stefano Lacatena (Forza Italia).

 

Lavori V Commissione. I punti all’ordine dei lavori hanno riguardato la proposta di legge di modifica della norma vigente in materia di tutela ed uso del territorio, presentata dal consigliere Antonio Tutolo e la proposta di proroga del Piano casa a firma dei consiglieri Fabiano Amati e Filippo Caracciolo. Con le modifiche proposte da Tutolo si intendono contemperare le esigenze produttive delle aziende agricole con il rispetto e la tutela del paesaggio, incentivare ed agevolare gli investimenti con procedure autorizzative più snelle e meno dispendiose, garantire la precedenza ad interventi di riuso e trasformazione dei fabbricati esistenti, aumentare l’indice di fabbricabilità fondiaria e sottrarre gli investitori alle dinamiche speculative del mercato artefatto che riguarda gli asservimenti. Nel corso della seduta, il consigliere Fabiano Amati ha presentato un articolo aggiuntivo sotto forma di emendamento abrogativo, sottoscritto anche dal capogruppo del Pd Filippo Caracciolo, con cui si va a cancellare la modifica approvata nella seduta del 27 luglio scorso su proposta del capogruppo di Forza Italia Stefano Lacatena, che ha previsto che in caso di cambio di destinazione d'uso per realizzare appartamenti con gli incrementi volumetrici previsti dal Piano casa (fino al 35 per cento), il costruttore dovrà reperire nello stesso lotto di intervento i cosiddetti standard, spazi in cui realizzare servizi. Per il consigliere Amati è opportuno intervenire il più presto possibile, perché la norma rischia di bloccare interventi già in corso e di favorire i grossi interventi a discapito dei piccoli. Rinviato anche l’esame della proposta Amati e Caracciolo, di modifica alla legge regionale a sostegno dell’attività edilizia (cosiddetta Piano casa), con la finalità di prorogare al 31 dicembre 2022 il termine previsto dall’articolo 7 comma 1 della legge regionale n. 14 del 30 luglio 2009, al fine di conseguire gli incrementi volumetrici consentiti dalla stessa legge. Insieme a questa, è stata proposta anche la proroga al 1° agosto 2021, previsto come termine temporale di esistenza dell’immobile su cui far valere i benefici del Piano casa. 

 

Intervento Maraschio. Sul punto è intervenuta l’assessore all’urbanistica Anna Grazia Maraschio per dire che vi è necessità di un confronto per uscire dalla logica degli interventi estemporanei ed immaginare invece di rendere strutturali ed organici i principi e le norme più significative del Piano casa.

 

Nota Amati. “La modifica di agosto alla legge sul Piano casa va cancellata. Si tratta di un danno economico per i comuni e di un’ingiustizia nei confronti dei piccoli interventi, a tutto vantaggio dei grandi insediamenti”: lo dichiara Fabiano Amati, consigliere regionale e presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione. “La legge sul Piano casa – aggiunge - già prevede che per gli interventi edilizi ci sia la necessità di cedere gli standard, ovvero di monetizzarli nel caso non ci siano aree disponibili in tutto o in parte. Questa norma è risultata per diversi anni di grande ragionevolezza, soprattutto nei confronti dei piccoli interventi generalmente siti in aree totalmente urbanizzate, le cui eventuali cessioni si presentano perciò impossibili, oppure di dimensioni così limitate da scatenare un gravoso onere di gestione a carico dei comuni. Con la modifica di agosto non sarà più possibile invece monetizzare gli standard, escludendo dalla premialità del Piano casa i piccoli interventi e a tutto vantaggio di quelli grandi, che notoriamente dispongono di aree pertinenziali molto vaste, la cui cessione non comporta alcuna riduzione del potenziale edificatorio”.

 

Replica Lacatena. “Ringrazio l’assessore Maraschio per aver accolto oggi in V Commissione una proposta ed una posizione che avanziamo da tempo: sì ad una legge di ampio respiro che sappia arginare e frenare lo scempio della speculazione edilizia, mettendo al centro l’interesse pubblico. In questa precisa direzione va l’emendamento approvato, da noi presentato, che però va inserito in una prospettiva più ampia: serve uno strumento di rigenerazione urbana semplificata. Ci vuole una legge solida, non soggetta a proroghe ed eventi estemporanei, ma che sia in grado di stabilire principi e linee strutturali. Una volta che il Consiglio regionale approverà un provvedimento del genere, moderno e innovativo, potremo finalmente “mettere a dormire” il Piano Casa. Purtroppo per qualcuno, sul mio emendamento non retrocedo di un centimetro: non baratto l’imprescindibile benessere pubblico con la monetizzazione. Per quanto mi riguarda, questo intervento dovrebbe essere accolto come un successo per tutta la Puglia”.

 

Piano Casa a Monopoli. L’intera vicenda ha ripercussioni anche a Monopoli. All’Ufficio Tecnico Comunale ci sono richieste per l’applicazione del Piano Casa in alcuni insediamenti produttivi dismessi (nella foto). Ma tutto è congelato in attesa delle decisioni della Regione Puglia.