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Risimini e l’area portuale: nessuna residenza a valle di via N. Sauro

L’avvocato rende pubblico un documento tenuto nascosto

 

“Nessuna residenza a valle di via Nazario Sauro e tutta quest’area dovrà essere riservata al pubblico”: l’ex capogruppo del Pd Giampiero Risimini ribadisce la sua idea su quella fetta di territorio a ridosso del bacino portuale, ritenuta strategica per il futuro della città, dopo che in conferenza stampa tira fuori una lettera del 19 dicembre 2011 firmata dal progettista del Pug Federico Oliva e dall’ingegnere Francesco Rotondo (del suo staff) e tenuta nascosta alle forze politiche. E qui parte l’affondo contro l’amministrazione comunale nelle persone del sindaco Romani e dell’assessore all’urbanistica Lacatena, che avrebbero dovuto dimettersi, ma pure contro il dirigente comunale dell’area urbanistica D’Onghia, il cui comportamento “rasenta l’omissione di atti d’ufficio”. Per Risimini basta questo per affermare che la stagione della concertazione avviata dall’amministrazione Romani-due è clamorosamente fallita. “Con grande fatica e in maniera rocambolesca – dice l’ex candidato sindaco - sono venuto in possesso di documenti che attestano un dialogo costante tra amministrazione e progettista, proprio su quelle questioni che stiamo dibattendo in queste settimane, ossia, come interpretare le norme che si applicano nell'area della cementeria. Gli amministratori, addirittura hanno più volte negato detti dialoghi, mettendo in dubbio l'esistenza di documenti”. E i documenti sono quelli datati 9 novembre 2011 (in cui Oliva fornisce una “interpretazione autentica delle Norme Tecniche di Attuazione”) e 19 dicembre 2011 (in cui lo stesso progettista risponde alle controdeduzioni degli Oleifici Marasciulo, proprietario di un’area confinante con l’ex cementeria). Il primo, su richiesta, è stato tirato fuori dal dirigente D’Onghia, il secondo, invece, lo ha reso pubblico Risimini. “Nascondere questo parere – sottolinea l’avvocato - ha consentito alla giunta di approvare uno schema di assetto, in cui i volumi di Marasciulo che Oliva dice non potete computare nel conteggio generale, sono stati conteggiati. Quando chiedo all'assessore Lacatena, quanti sono i volumi previsti dallo schema di assetto, lui risponde: il numero comprende sia i volumi della cementeria che quelli di Marasciulo. Questo non si può fare. È contro la norma. Di fronte a una bugia clamorosa e di fronte a una omissione e occultamento di documenti ufficiali, di cui si rendono responsabili il sindaco Emilio Romani, l'assessore Lacatena, il dirigente, mi chiedo: come ci si può fidare di questa amministrazione? In queste condizioni viene a mancare il programma di collaborazione e progettazione partecipata. Stiamo rischiando il futuro della città”. Di qui l’invito finale di Risimini a ridiscutere con calma il destino dell’area.(G.D.-L.S.)