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Il ricorso contro i parcheggi a pagamento è già pronto: ecco le ragioni del dissenso

Le scrive in una nota l’ex consigliere comunale Risimini. Il Comitato ha già raccolto mille firme 

 

E’ sempre d’attualità la vicenda dell’istituzione dei parcheggi a pagamento nel borgo murattiano a partire dal prossimo 1 aprile quando scatteranno anche le sanzioni per la mancata esposizione del tagliando o perché il ticket orario sarà scaduto (la fase sperimentale senza multe è partita dal 20 marzo scorso). Mentre otto consiglieri di minoranza (Piero Barletta, Paolo Comes, Felice Indiveri, Angelo Papio, Angela Pennetti, Francesco Sorino e Michele Suma) hanno presentato la richiesta di una convocazione urgente del consiglio comunale per ridiscutere la questione e un Comitato sta raccogliendo firme (un migliaio in appena 48 ore) contro il provvedimento, ecco una nota dell’ex consigliere comunale Pd Giampiero Risimini in cui si elencano le ragioni del dissenso che, scrive l’avvocato monopolitano, “proveremo a portare di fronte ad un Giudice dopo aver ricevuto la prima multa”. In altre parole: il ricorso è già pronto. Ma vediamo quali sono queste ragioni, racchiuse in una sorta di decalogo. Innanzitutto a Monopoli non esiste il Piano urbano del traffico (Put) e neppure il Piano di mobilità urbana (Pum) e Risimini, dopo aver fatto riferimento ad una relazione dell’ex comandante  Palumbo del 2013 da cui è scaturito il provvedimento dell’istituzione delle ‘strisce blu’, si chiede: “è ragionevole aver fatto trascorrere invano 4 anni, senza aver predisposto gli strumenti pianificatori obbligatori per legge, adottando ora il rimedio transitorio previsto 4 anni fa”? “Sempre nella relazione del comandante – continua - si prevedeva l’istituzione delle strisce blu in dieci strade per un totale di 250 stalli”. “Sulla base di quale presupposto tecnico – si chiede nuovamente l’avvocato - la giunta comunale, dopo due anni, decide di aumentare tale numero sino a farlo lievitare a 954? O in giunta ci sono esperti di mobilità urbana oppure ritengo che un provvedimento di tal fatta avrebbe necessitato di un supporto tecnico indispensabile, a meno che tale numero non costituisse il minimo per poter attrarre società private in sede di gara”. A questo punto Risimini tira in ballo l’intero consiglio comunale che ha solo “deliberato l’esternalizzazione del servizio sul presupposto, tecnico, che gli stalli a pagamento fossero 250 e per un periodo transitorio in attesa del Put o del Pum”. Altri due interrogativi: “ (il consiglio comunale n.d.r.) avrebbe espresso la medesima volontà per un progetto completamente stravolto dopo due anni di inerzia dell’amministrazione? Aveva il diritto di conoscere le modifiche”? E veniamo alle presunte illegittimità reclamate. “Le aree di parcheggio devono avere una serie di caratteristiche tecniche e strutturali, fra la quali il fatto di essere ubicate fuori dalla carreggiata; i sindaci possono subordinare la sosta dei veicoli al pagamento di una somma di denaro, ma possono farlo solo in apposite ‘aree destinate al parcheggio’; i margini della carreggiata occupati dai veicoli in sosta con le modalità stabilite dall’art. 157 C.d.S. non sono affatto aree di parcheggio’, almeno non per il Codice della Strada”. “Pertanto – afferma in maniera perentoria l’avvocato - sono illegittime”. Dopo il consiglio comunale ecco che viene tirata in ballo la delibera di giunta in cui “vengono fissati i costi della sosta a pagamento e degli abbonamenti, senza l’indicazione di alcun parametro oggettivo o tecnico”. Risimini pone un altro interrogativo: “è possibile che nelle grandi città l’abbonamento per residenti sia gratuito o di importo bassissimo e a Monopoli venga stabilito in 320 euro”? “Nella relazione del comandante – scrive ancora nel post - si afferma che la nomina degli ausiliari sia appannaggio del sindaco, pur trattandosi di personale dipendente dalla società privata”. L’avvocato si domanda: “con quali criteri verrà scelto il personale”? Penultima ragione: “tra i parametri scelti nel bando di gara, suggeriti dall’amministrazione, viene privilegiata la percentuale degli introiti da destinare al comune piuttosto che la percentuale di ribasso del costo degli abbonamenti, come dire che si è deciso di premiare chi faceva guadagnare di più il comune piuttosto che chi faceva risparmiare di più i cittadini. Scelta giusta”? Ed ecco la stoccata finale contro l’amministrazione comunale per un provvedimento che è una vera e propria “tassa” e che, si prevede, farà introitare per 5 anni circa 4 milioni di euro. “E’ più giusto che i cittadini monopolitani versino tale tassa per snellire un po’ il traffico e destinare congrui guadagni ad una società privata  - si chiede per ultimo Risimini - oppure che con 4 milioni di euro si faccia un serio Put o Pum e si realizzino le dovute infrastrutture”? Fin qui le ragioni del dissenso che sembrano aver convinto alcuni esponenti dell’amministrazione comunale. Il sindaco Romani, infatti, ha fissato per lunedì 27 marzo un incontro con la ditta che gestirà il servizio per fare il punto della situazione.