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L’Associazione Monopoli 5 stelle: ecco i ‘favori’ del governo Romani alla ‘Solemare’

 

Nel mirino dei ‘pentastellati’ finiscono anche la giunta regionale e il PD pugliese

 

Sotto la lente d’ingrandimento dell’Associazione Monopoli 5 Stelle finisce l’area dell’ex cementeria e degli ex Oleifici Marasciulo, la cosiddetta zona P1 del Piano Urbanistico Generale. In una nota, i ‘pentastellati’ locali, dopo aver fatto una sommaria cronistoria dell’iter amministrativo, supportato dalle decisioni dell’amministrazione monopolitana di centrodestra, ma anche del governo regionale, connotato dal Pd pugliese, elencano i “miglioramenti” che la società ‘Solemare’ (proprietaria delle due aree) “ha avuto negli ultimi anni di governo Romani”. Si tratta, secondo l’Associazione, dei diritti edificatori ricadenti in area P1 (portuale) che “passano da circa 12.680 metri quadri a quasi 55 mila”; dei diritti destinati alle residenze che “passano da meno di 4 mila a circa 16 mila”; dei diritti commerciali che “vengono quasi triplicati fino a circa 24 mila metri quadri”. Inoltre “vengono derogate le altezze dei manufatti a costruirsi, con esclusione del solo centro murattiano” e “viene derogata la norma che prevedeva, per garantirsi una premialità in metri cubi, l’ultimazione lavori per i manufatti esistenti entro l’1 agosto 2016”. A fronte di questa sorta di favori, l’Associazione Monopoli 5 stelle “ritiene che il sindaco debba mettere sul piatto della bilancia una robusta e sostanziosa contropartita in termini di opere pubbliche da realizzare a spese dei privati e da cedere al comune di Monopoli, quale ad esempio, un porto turistico integrato con la città e concordato con tutti i proprietari delle aree ricadenti negli ambiti di cui trattasi (P1, P2, P3/4)”. “Monopoli – sottolineano nella nota i ‘grillini’ locali - non può accontentarsi della realizzazione di una piazza e di qualche marciapiede a ridosso dell’area dell’ex cementeria in cambio di una nuova volumetria chiaramente ipertrofica concessa ai privati”. “Solo in questo caso – conclude la nota - si configurerebbe un eventuale interesse pubblico (ex Comma 6 Art. 34 D. Lgs. 18.08.2000 n. 267) alla realizzazione di questi progetti che renda in qualche modo lecita l’attivazione di quell’accordo di programma che si vorrebbe far digerire alla città di Monopoli. Ogni altro arzigogolamento politico-legale sulla faccenda risulterebbe una forzatura amministrativa in soccorso ad un intervento privato senza alcun rispetto dell’interesse collettivo della città di Monopoli. Da sottoporre eventualmente al vaglio degli organi competenti”.