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La lettera/Il racconto della “squallida saga a 5 stelle” che si sta verificando a Monopoli sin dal 2012

Duro attacco di Tralcio, grillino della prima ora e “cittadino ormai rassegnato”

 

“Una squallida saga a 5 stelle”: questo è il titolo della nota che Cosimo Tralcio invia alla stampa per definire la situazione dei vari gruppi di ‘grillini’ che si sono susseguiti a Monopoli dal 2012 (lui è attivista, specifica, fino al gennaio 2013). Da quell’anno comincia il suo racconto con il gruppo che “si sfascia” e “una delle due correnti viene certificata dal blog di Grillo ma perde la certificazione dopo due giorni perché non ha comunicato in tempo utile il numero minimo di soggetti da mettere in lista (ditemi se non  si tratta di masochismo puro)”. Dal 2013 al 2016, continua Tralcio “vari soggetti provano ad intestarsi un alone a 5 stelle in virtù più che altro di una presenza (decisamente virtuale) soprattutto sui social network”. Nell’autunno 2016, riprende il racconto, “una città generalmente dormiente inizia ad avvertire il clima delle amministrative previste per il 2018”. E’ allora che cominciano a “risvegliarsi tutti i potenziali candidati ad una poltrona, 5 stelle compresi”. “Da questo momento - sottolinea Tralcio - la storia si fa interessante: un gruppo, due gruppi, vari solisti con improvvisa vocazione pentastellata, una riunificazione di facciata, qualche epurazione giusto per tenersi in forma, nuova spaccatura e si ritorna ai due gruppi, si aprono anche comitati con ideologi a 5 stelle, si ritenta l’ennesima riappacificazione e chissà cosa si prospetta ancora”. “Questa saga, dai livelli decisamente infimi – commenta l’estensore della nota - ha due obiettivi da parte della quasi totalità di quelli che vi partecipano, e sarebbe ora che i cittadini ne siano messi a conoscenza: 1) arrivare ad una poltrona o, ancor più mestamente, provare ad apparire un paio di volte in tv, magari vedere il proprio nome su giornali e manifesti, ma anche vedere la propria foto stampata su qualche centinaio di ‘santini’; 2) questo punto è molto più sensibile in quanto candidarsi nel proprio comune, per le regole del Movimento, permette di superare uno step fondamentale per potersi domani candidare in Parlamento o chissà dove”. “Più volte – afferma Tralcio - quelle poche belle persone che ci tengono sul serio hanno cercato di coinvolgermi, presumo in virtù di un buon ricordo da me lasciato cinque anni fa; ma ogni mio consiglio è stato puntualmente inascoltato e disatteso con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti”. Ed ecco la stoccata finale di Tralcio, che si definisce “cittadino ormai rassegnato”: “cari gruppi, singoli, comitati e quant’altro, in questi anni tanta gente si è avvicinata a voi con curiosità e aspettative, ma li avete fatti allontanare per mancanza di coesione, perché non siete riusciti a coinvolgerli in nulla, perché standovi accanto si percepisce nitidamente l’alone di arrivismo che pervade molti di voi, ma soprattutto perché spesso erano semplicemente teste pensanti che si sono rese facilmente conto che starvi accanto è tempo perso. Che la saga continui…”.