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Il Consorzio Utenza Portuale Monopoli esprime timori sul destino delle aree del porto

Da rivedere la bozza di accordo di programma che privilegia la vocazione turistica e non quella industriale e peschereccia

 

La bozza di accordo di programma relativa all’area P1 (ricadente nell’ex cementificio e negli ex Oleifici Marasciulo, per metà di proprietà della società privata Solemare che dovrà cedere l’altra metà al Comune) è oggetto di una nota che il Consorzio Utenza Portuale di Monopoli ha inviato al sindaco Emilio Romani, al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Bari, Ugo Patroni Griffi, al comandante del Circomare di Monopoli Matteo Orsolini, all’assessore allo sviluppo economico del comune di Monopoli Giuseppe Campanelli e, per conoscenza, anche alla stampa. Il Consorzio, nel sottolineare la volontà di non giudicare la riqualificazione che ricade sulle aree private, si sofferma sulla “pianificazione della parte di area pubblica” relativa al futuro assetto delle zone portuali esprimendo “timore che si stia alimentando, nell’immaginario comune, l’idea di un porto a ‘vocazione’ prettamente turistica e diportistica che striderà, per forza di cose, con un’operatività di tipo industriale e peschereccio attualmente presente nell’area e che noi ci auspichiamo di sviluppare”. Nella nota, il Consorzio auspica “di realizzare un collegamento fisico tra il molo di Tramontana e l’area a cedere” ipotizzando la creazione di “strutture connesse alla ricezione di passeggeri da potenziali navi traghetto ovvero una stazione marittima più volte rinvangata ma mai realizzata”. “Tale impostazione – secondo l’Upm - garantirebbe la ‘continuità funzionale’ delle banchine, ritenendo che l’osservanza di tale principio sia fondamentale al fine di garantire servizi contigui idonei”. Il Consorzio auspica, inoltre, “una pianificazione globale di tutta la zona costiera monopolitana, dalla Porta Vecchia – dove sì che ci vedremmo l’Arena come quella prospettata nell’accordo di programma - all’ambito P4. Solo così si potrà avere un quadro completo ed organico per operare le giuste scelte pianificatorie. Scelte che, comunque, risultano già fatte a grandi linee dal Pug e che ricordiamo a noi stessi di seguito: P1 - Commerciale e pesca, P2 - Porto turistico, diporto ed attività annesse, P4 - cantieristica pesante”. Per quanto riguarda l’ambito P3, scrive il Consorzio, “ci auguriamo possa essere destinata a strutture logistiche a supporto dell’attività commerciale e della pesca essendo, questa, l’unica area rimasta relativamente vicina al porto operativo”. Infine, l’Upm si aspetta, dopo “le rassicurazioni avute in occasione della discussione e conseguente avallo dato al POT (Piano operativo triennale) del giugno del 2015, di essere coinvolti come interlocutori nella riorganizzazione delle funzioni dei sottoambiti P2, P3 e P4, ovvero, nella redazione del nuovo piano regolatore portuale”.