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Consiglio comunale: Papio sbatte la porta e abbandona l’aula mentre il Pd assicura il numero legale

L’assemblea (con molti assenti) ha approvato tutti i provvedimenti posti all’ordine del giorno 

 

Poco più di quattro ore di consiglio comunale per approvare gli undici provvedimenti posti all’ordine del giorno di una seduta che ha fatto registrare l’uscita di scena del consigliere comunale di Manisporche Angelo Papio che ha dichiarato concluso il suo mandato abbandonando l’aula mentre il Partito Democratico (con i suoi tre consiglieri Suma, Comes e Indiveri) assicurava il numero legale della seduta in assenza di molti consiglieri di maggioranza.

 

Papio sbatte la porta. A causare la fine anticipata del suo mandato di consigliere comunale è stata, a dire di Papio, l’ennesima prevaricazione della maggioranza di centrodestra: l’ultima ha riguardato l’adeguamento del Piano Urbanistico Generale al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, un provvedimento collocato al sesto posto dell’ordine del giorno e fatto giungere in aula, a suo dire, senza alcun confronto e con evidenti sperequazioni a vantaggio di alcuni soggetti (uscendo dall’aula Papio, facendo vedere la piantina della costa monopolitana, ha parlato di due ‘casi’ nei pressi di Porto Marzano e al Capitolo) . “E’ un consiglio comunale illegittimo – ha affermato Papio – e pertanto dichiaro chiuso il mio mandato”. Il provvedimento (compresi i due emendamenti presentati da Ilaria Morga) è passato all’unanimità dei 18 consiglieri presenti dopo che il sindaco Romani ha smentito quanto dichiarato da Papio sulle presunte sperequazioni: “ci sono il via libera – ha sottolineato il sindaco - sia della Regione che della Soprintendenza”.

 

Il Pd assicura il numero legale. Dopo l’uscita di scena di Papio e una serie di chiarimenti, si è giunti alla votazione del primo provvedimento relativo ad una variazione di bilancio. Tra i banchi della maggioranza c’erano molte assenze e ad assicurare il numero legale della seduta sono stati i tre consiglieri del Pd Comes, Suma e Indiveri. Il provvedimento è stato approvato con 11 voti dei consiglieri di centrodestra mentre i tre democratici si sono astenuti. La circostanza ha spinto il capogruppo Suma a dichiarare: “non siamo cecchini e né macellai e stiamo assicurando il numero legale per senso di responsabilità ma è bene che i consiglieri tornino in aula per il prosieguo della seduta”. Così è stato: Romani è uscito dall’aula richiamando a raccolta, quasi a muso burbero, i consiglieri che erano nel corridoio. La seduta è proseguita con l’approvazione dei restanti punti all’ordine del giorno.