Monopoli Libera

l'informazione monopolitana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La campagna pubblicitaria dell’Amopuglia per destinare il 5x1000 all’attività di cura dei malati oncologici

Nel 2017 sono stati assistiti 582 pazienti nella macroarea di Monopoli

 

Con lo spot dell’attrice pugliese Bianca Guaccero (nella foto) l’Amopuglia lancia la sua campagna annuale di sensibilizzazione alla destinazione del 5X1000 alle attività sociali. “Lo sforzo che compiamo ogni giorno è quello di essere complementari al servizio pubblico offerto dall’Unità Operativa di Cure Palliative (UOCP) – afferma Vanna Rossani, responsabile Amopuglia per la macroarea di Monopoli - intervenendo con mezzi, uomini e risorse, laddove vi siano dei picchi di richiesta che rischiano di allungare i tempi di attesa. Il 5x100 all’Amopuglia ci permette di acquisire attrezzature ma anche, in caso di necessità, di assumere personale da affiancare a quello del reparto per assicurare ai malati di cancro in fase avanzata tempi di accesso all’assistenza non superiori ai 3 giorni”. La collaborazione con il servizio sanitario pubblico è solo una delle attività svolte. Ci sono i progetti, sostenuti in parte dall’amministrazione comunale, per il supporto psicologico ai pazienti ed alle famiglie e per il ‘bagnodoccia a letto’ dei malati con mobilità ridotta. In cantiere altre iniziative in fase di progettazione. Un lavoro quotidiano che nel 2017 ha permesso all’UOCP, che è l’unico punto di riferimento su tutto il territorio dell’ex ASL Ba 5, di assistere nella macroarea di Monopoli (che comprende anche Castellana Grotte, Conversano, Putignano, Polignano a Mare, Turi, Locorotondo, Sammichele di Bari, Alberobello, Gioia del Colle, Casamassima e Noci) 582 pazienti.
“L’esperienza del San Camillo – spiega Piero Dormio, responsabile della Unità di Cure Palliative di Monopoli – è l’esempio di come il servizio sanitario pubblico si fa carico dei pazienti oncologici offrendo assistenza ambulatoriale, domiciliare e sotto forma di hospice. Assistiamo e accompagniamo il paziente in fase di malattia avanzata e la sua famiglia con un modello di supporto ampio e senza liste d’attesa”. Per Antonio Conversano, vicepresidente di Amopuglia e già responsabile dell’UOCP, “il concetto di cure palliative richiama quello di accoglienza e protezione perché un paziente tumorale in fase avanzata e la sua famiglia, attraverso l’ascolto e l’accompagnamento, possono vivere la fase avanzata della malattia in maniera più serena e in un ambiente sanitario altamente qualificato”.