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Sigilli al depuratore comunale: il sindaco Annese raggiunto da un’informazione di garanzia

La vicenda, rivelata in consiglio comunale, risale al lontano 2001 e non comporta risvolti di natura penale. Ok al bilancio 2018-2020

 

Scoppiettante seconda seduta consiliare dell’era Angelo Annese. L’assemblea ha approvato tutti i quattro punti all’ordine del giorno più una mozione sulla xylella: il bilancio di previsione 2018-2020 (provvedimento votato dai 16 consiglieri di centrodestra, mentre si sono espressi per il no gli otto consiglieri di opposizione), lo schema di convenzione per la gestione associata del Piano Sociale di Zona 2018-2020 (17 voti favorevoli e 8 astenuti), due debiti fuori bilancio per sentenze sfavorevoli al Comune per multe comminate nella zona a traffico limitato (entrambi votati dai consiglieri di centrodestra) ed una mozione sulla xylella, presentata poco prima della riunione consiliare da Leggiero, Campanelli e Rotondo e votata all’unanimità.  

Informazione di garanzia. A rendere scoppiettante la seduta consiliare ci ha pensato il consigliere comunale di ‘Insieme per Monopoli’, Francesco Tamborrino che prima ha incalzato sindaco e maggioranza sulla mancata risposta ad una sua richiesta avanzata nella prima riunione consiliare del 6 agosto scorso su eventuali incompatibilità dei consiglieri comunali eletti (le verifiche, ha sottolineato la segretaria comunale Cristiana Anglana, sono in corso e saranno rese note appena si concluderanno), poi ha chiesto espressamente al sindaco Annese se corrispondono a realtà le voci del sequestro di una parte del depuratore comunale e dell’invio di un’informazione di garanzia nei suoi confronti. Annese ha ammesso sia il sequestro di una delle due condotte del depuratore, sottolineando che si tratta di un atto dovuto e che la vicenda risale al 2001, che il ricevimento dell’informazione di garanzia. Il reato ipotizzato, ha precisato la segretaria Anglana a chi vi scrive, è di occupazione senza autorizzazione di suolo demaniale. Insomma, secondo la segretaria, nessun risvolto di natura penale nei confronti del sindaco pro-tempore ma solo un’infrazione di natura amministrativa che si risolverà con una semplice sanzione. Caso ridimensionato nonostante alcune scintille tra Tamborrino e il leghista Piero Barletta, il solo consigliere di maggioranza che si è eretto a difensore di Annese.