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Reazioni/Nuovo ospedale: per Conca è solo fumo negli occhi, ma Amati è di parere contrario

Il consigliere pentastellato reclama più personale nei nosocomi esistenti, il ‘dem’: sarà una struttura ricca di servizi e tecnologie

 

Prime reazioni di esponenti politici regionali alla cerimonia di posa della prima pietra del nuovo ospedale Monopoli-Fasano. E si tratta di reazioni contrastanti da parte del consigliere regionale del Movimento 5 stelle Mario Conca e del presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia Fabiano Amati del Partito Democratico.

 

L’attacco di Conca. Per il consigliere pentastellato “la sanità non è fatta dalle strutture ma dalle persone” e pertanto, afferma in una nota, “non servono più ospedali ma più persone che ci lavorino”.  “Lo ribadisco ancora una volta – aggiunge Conca - costruire nuovi ospedali serve solo a quanti sono affetti dalla ‘sindrome del mattone’, visto che le patologie tempo dipendenti continuano ad essere concentrate nel barese e gli ictus, gli aneurismi, gli infarti e i traumi del sud e del nord della provincia, continueranno a mietere più morti e disabilità post chirurgiche”. Per il consigliere regionale è “solo fumo negli occhi da parte di questa giunta per far vedere ai cittadini che si sta facendo qualcosa di concreto, mentre la realtà è che non si riesce a ottimizzare la spesa sanitaria per l’inesistenza del controllo di gestione”.

 

La difesa di Amati. Di tutt’altro avviso è la reazione del consigliere regionale ‘dem’ (e presidente della Commissione Bilancio), che ha seguito personalmente tutto l’iter amministrativo di realizzazione dell’opera definendolo “un concerto di professionalità e rigore che ha accomunato le amministrazioni regionale e comunali di Monopoli e Fasano e l’intero apparato burocratico della Regione e della ASL di Bari”. “Vogliamo realizzare – sottolinea - un ospedale interprovinciale, che sani la carenza di ospedali importanti in un raggio di 130 km, cioè tra Brindisi e Bari, al servizio di un territorio di quasi 250 mila abitanti”. “Il nuovo ospedale – conclude - sarà ricco di servizi e tecnologie, destinato a soddisfare le prevalenti esigenze dei poveri, cioè di coloro che sono limitati nella libertà di scelta e quindi costretti ad accontentarsi di strutture che per malattie importanti offrono solo un servizio di trasporto verso strutture più dotate”.