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Riqualificazione di Largo Portavecchia: per ‘Manisporche’ è un intervento illogico

Il Movimento politico, in alternativa, propone la realizzazione di un’opera artistica sottile e verticale 

 

Il progetto di riqualificazione di Largo Portavecchia deciso dall’amministrazione comunale rappresenta per il Movimento ‘Manisporche’ un intervento discutibile. Partecipando al bando pubblico per un finanziamento da 520.000 euro, a valere sul fondo FEAMP ed emanato dal GAL Trulli–Barsento, il Comune di Monopoli ha deciso di trasformare l’area carrabile in una ‘piazza in pietra’ (Pietra di Apricena e Hydrodarin), con la installazione di due chioschi per la vendita diretta del pescato, la risistemazione della rampa di discesa per i gozzi e di un terzo chiosco (su Via Procaccia, a chiudere visivamente l’ultimo tratto da cui è possibile intravedere la costa), destinato alla promozione delle attività legate al mare. Se è condivisibile la trasformazione dell’area carrabile in una “piazza in pietra”, afferma in una nota Manisporche (che è rappresentato in consiglio comunale da Angelo Papio), non lo è il resto dell’intervento che appare discutibile “non solo per lo snaturamento visivo e funzionale dello storico Largo, tra le indiscusse cartoline della città, ma anche per altre precise ragioni funzionali”. Dopo aver elencato una serie di dubbi sulla funzionalità del progetto Manisporche propone un intervento significativo: “per esempio un’opera artistica sottile e verticale, che ne preservi l’eccezionale vista, sia dal mare sia dall'asse di via Cadorna, e ne esalti la straordinaria peculiarità di luogo di scambio e di passaggio”. “Con 520.000 euro destinati alle aree marine e alla pesca – conclude la nota - si sarebbe potuto immaginare altrove un'azione più concreta e pertinente, anziché distogliere quelle risorse per dirottarle verso un progetto urbanisticamente illogico, utile solo a completare l’ultimo stralcio dei lavori, già molto discutibili, di Via Procaccia”.