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La lettera/Video antiabortista al Liceo: il sacerdote lasciato solo dalla Comunità scolastica e dalla Diocesi

Il consigliere comunale di ‘Manisporche’ Papio invita tutti a fare un passo indietro

 

Sulla vicenda del video antiabortista avvenuta in una classe del Polo Liceale Galileo Galilei di Monopoli il consigliere comunale di ‘Manisporche’ Angelo Papio ci invia una lettera che pubblichiamo integralmente.

 

“15 dicembre 2018. Vigilia della festa della Madonna della Madia, la più importante ricorrenza mariana per i cattolici di Monopoli. Sulla stampa nazionale e locale esplode il caso di un prete, insegnante di religione che, in un liceo della città, ha dato spazio, durante le sue ore di lezione, a una rappresentante del Movimento per la Vita e a un video antiabortista. Immagini troppo forti? Parole troppo faziose? Qualcuno parla di ragazzi turbati e pare che un genitore, esponente locale del M5S, coinvolge due deputati che danno risalto nazionale all'episodio. Fin qui i fatti. Questo mio scritto vuol essere un invito, sommesso e rivolto a tutti, a fare un passo indietro, in direzione di una restituzione della vicenda alle sue giuste proporzioni. Non vi è quasi nulla di difendibile nel comportamento del professore, improntato a colpevole leggerezza più che a furore dottrinale, anche se, è bene ricordarlo, oggi in Italia l'ora di religione consiste nell'insegnamento della dottrina cattolica, secondo i più recenti patti stipulati tra il centrosinistra di Bettino Craxi e la Santa Sede. Però, dopo una giornata in cui sul web si sono accalcati diversi comunicati, scaturiti dal clamore mediatico, che dire del comportamento della Comunità scolastica o della Diocesi che, con un po' troppa prudenza e pavidità, si sono entrambe sfilate ufficialmente dalla vicenda, lasciando da solo l'accusato, pur essendo egli parte integrante del corpo docente come di quello ecclesiastico, all'interno dei quali non si è mai reso “reo” di comportamenti “eterodossi”? E che dire del Movimento per la Vita, la cui presenza esonda da anni in città, invadendo strutture e istituzioni intrinsecamente laiche, come la scuola e l'ospedale, non certo senza che i responsabili di ciascun ambito, ne siano a conoscenza? Nella generale debacle sociale e culturale, religiosa e umana, cui assistiamo da tempo, non ha fatto mancare la propria voce una parte delle forze politiche laiciste, che ha gridato allo scandalo per la vessazione imposta alle fragili coscienze dei nostri giovani, invocando un intervento educativo dall'esterno nella scuola. Appello accolto immediatamente da alcuni Amministratori della città, che si sono precipitati a prendere nelle proprie mani l'iniziativa, appropriandosi del diritto di suggerire all'istituzione scolastica come svolgere il proprio compito. All'ambiente politico, del quale faccio parte, rammento che da anni non riusciamo a portare in Consiglio comunale temi etici fondamentali per la comunità, quali il registro di fine vita e quello sulle unioni civili. Anni, durante i quali continuiamo ad accettare passivamente, che all'interno delle locali strutture sanitarie avvengano pressioni indebite e umilianti, da parte di medici e infermieri sedicenti “obiettori”, sulla pelle e sulle coscienze di donne, in procinto di abortire, lacerate da un'esperienza indicibile e lasciate crudelmente e inutilmente soffrire “per grave colpa”. Se oggi stiamo vivendo immersi in un terribile clima antisociale e antiospitale, spesso finanche antiumano, lo si deve, tra l’altro, alla nostra colpevole passività politica. E vorrei ricordare ai miei “compagni di cordata”, che solo pochi giorni fa, in Consiglio comunale, sono stati protagonisti di un inqualificabile voto sull’adeguamento del Piano urbanistico generale al Piano paesaggistico regionale, deplorevole sotto il profilo dell’etica ambientale e della difesa dell'interesse generale. Per concludere, molto meglio gettare un singolo prete in pasto ai media e agli ispettori ministeriali e uscirne tutti insieme immacolati e illesi? Oppure, con uno specchio in mano, fare esercizio di autoesame, e impegnarsi a costruire una società locale migliore, più equa, giusta ed etica, svestendo finalmente i panni, già indossati da troppi altri, di chi filtra abitualmente i moscerini e ingoia i cammelli?”

 

Firmato: Angelo Papio