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I monopolitani Capitanio e Leoci ascoltati dalla Quarta Commissione Regionale sul problema xylella

Ribadita la necessità di focalizzare gli interventi su abbattimenti e isolamento del vettore del batterio

 

C’erano anche i monopolitani Leonardo Capitanio (in rappresentanza dei vivaisti) e Paolo Leoci alle audizioni della Quarta commissione della Regione Puglia svoltesi a Bari all’indomani della grande manifestazione contro la xylella tenutasi domenica 13 gennaio a Monopoli. Due le questioni su cui i vivaisti hanno sollecitato le strutture regionali: in primis la deroga alla decisione comunitaria in materia che non consente la produzione e la movimentazione al di fuori della zona delimitata e che riguarda nell’immediato le piante di pomodoro, la cui semina è imminente. Sono sei le aziende che hanno presentato la richiesta e per le quali è stata sollecitata una risposta in tempi brevi, con l’obiettivo di scongiurare il rischio di ulteriori perdite per i vivai salentini, che dal 2013 ad oggi hanno registrato una riduzione del 70% del fatturato. Per risanare il comparto, informa un comunicato della Regione Puglia, i produttori chiedono inoltre tempi brevi anche per la definizione delle nuove procedure per la produzione e la vendita delle piante specificate all’interno della zona delimitata. Prima di entrare nel merito delle questioni poste, il dirigente dell'Osservatorio fitosanitario Tedeschi ha tenuto a sottolineare la difficoltà della struttura a far fronte alle attività per la mancanza di personale: servirebbero 46 ispettori fitosanitari, 16 tecnici e agronomi e 7 amministrativi, ma dal momento che il potenziamento dell’organico non è stato ancora attuato, sia il presidente della Quarta commissione Pentassuglia che il consigliere Domenico Damascelli (FI)si sono impegnati a sollecitare la questione con un ordine del giorno da presentare in Consiglio regionale. A coadiuvare l’Osservatorio fitosanitario è stato chiamato il personale dell’Arif, impegnato in questi giorni nel monitoraggio delle aree circostanti i vivai presenti nella zona infetta: il direttore Ragno ha comunicato che entro giovedì dovrebbero essere ultimati i controlli che riguardano le aziende che hanno presentato richiesta di deroga, dopodiché, così come dichiarato dallo stesso Tedeschi, l’Osservatorio avrà bisogno di una decina di giorni per effettuare i sopralluoghi e disporre le analisi. Per quanto riguarda invece la produzione e movimentazione delle piante specificate nella zona infetta, come richiamato dal consigliere Fabiano Amati (PD), si potrà applicare la norma di semplificazione prevista nella legge di bilancio regionale per il 2019, secondo cui “i soggetti iscritti al Registro ufficiale dei produttori (RUP), siti nell’area delimitata e non autorizzati all’emissione del passaporto, possono essere autorizzati dall’Osservatorio fitosanitario regionale a produrre e commercializzare, esclusivamente all’interno dell’area delimitata, le piante specificate, con esclusione delle piante ospiti, prodotte all’interno di tale area. Tali soggetti garantiscono la tracciabilità della produzione e della commercializzazione delle piante specificate su un sistema informativo dedicato della Regione Puglia”. Per il rilascio del nuovo passaporto fitosanitario, la cui definizione è di competenza nazionale, la struttura regionale sta ultimando la predisposizione del protocollo da presentare al Comitato fitosanitario nazionale già nella seduta del 30 gennaio. Ottenuto l’assenso, si potrà procedere all’avvio della nuova procedura informatica che la Regione elaborerà in collaborazione con InnovaPuglia. Per quanto riguarda invece le attività di contrasto alla diffusione del batterio, alla luce della recente individuazione di un pianta di ulivo infetta in contrada Caramanna, nel territorio di Monopoli (l’albero resta sotto sequestro per disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Bari), il direttore dell’Arif Ragno ha annunciato l’estensione della zona delimitata di ulteriori 10 km e l’impiego di altre 100 unità di personale per l’attività di monitoraggio. Ragno ha inoltre sottolineato la necessità di focalizzare gli interventi su abbattimenti e isolamento del vettore del batterio, dal momento che, come ribadito anche dal direttore del Crsfa ‘Basile Caramia’, Vito Savino, l’obiettivo è quello di rallentare la diffusione dell’epidemia ed è possibile farlo solo con una scrupolosa certificazione delle produzioni e applicando in maniera concreta gli strumenti normativi a disposizione, tra cui l’eradicazione delle piante infette.