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Il Movimento ‘Manisporche’ elenca le manchevolezze dell’Accordo di Programma sull’area ex cementeria

Non manca la ‘stoccata’ alla società Solemare, proprietaria del suolo a ridosso del porto monopolitano

 

Il Movimento civico ‘Manisporche, rappresentato nel consiglio comunale da Angelo Papio, elenca in una nota le manchevolezze dell’Accordo di Programma di riqualificazione dell’Area P1 (ex-cementeria), di proprietà della società Solemare. Infatti, secondo Manisporche, “è mancata un'adeguata compensazione da parte del privato alla collettività per le opere che si realizzeranno nell'area e che si riduce alla ristrutturazione delle ciminiere voluta dal sindaco Romani, a un locale commerciale elemosinato dal sindaco Annese e alla ‘riconsegna’ dell'edificio Gaslini lasciato tal quale”; “è mancata un'adeguata progettazione della parte pubblica dell'area, come ha affermato anche il soprintendente La Rocca. Nessun concorso di idee potrà mai far emergere un progetto efficace, dal momento che nell'area pubblica sono stati collocati oltre 5mila metri quadrati di esercizi commerciali privati”; “è mancata una seria infrastrutturazione dell'area con parcheggi pubblici che vadano oltre le obbligatorie dotazioni di quartiere, e con una strada di collegamento tra la zona nord e la zona sud della città, che avrebbe permesso un alleggerimento della pressione veicolare intorno a piazza Vittorio Emanuele e nell'intero centro murattiano”; “è mancata, in questi anni di iter progettuale, qualsiasi forma di dialogo e concertazione tra Comune e Demanio sulla distribuzione delle funzioni nelle aree demaniali e comunali confinanti”;. “è mancata una degna e opportuna collocazione dei diritti edificatori comunali per la decisione di monetizzarne una parte e per l'ubicazione che alla restante parte hanno dato i progettisti della Sole Mare, ipotizzandoli in una posizione infelice, sotto un tratto di pista ciclabile e davanti a un alto edificio esistente, scatenando già il ricorso dei proprietari”. La nota si chiude con una ‘stoccata’ “ad alcuni rappresentanti della Società Solemare, che hanno assunto comportamenti ostili verso le nostre osservazioni e proposte sostenute con la forza della legge e con le conoscenze urbanistiche”. “A loro – si afferma - vorremmo solo dire che non hanno compreso che il comportamento delle amministrazioni comunali, che li hanno accompagnati durante il lungo iter, non li hanno favoriti ma piuttosto danneggiati. I nostri insistenti tentativi di dare al processo progettuale una connotazione partecipata, garante degli interessi legittimi del privato e attenta agli interessi generali della città, avrebbe portato a una più rapida cantierizzazione dei lavori e a un esito finale, di cui tutta la città sarebbe stata orgogliosa”.