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La lettera/Ripascimento a Portavecchia: necessaria una scogliera artificiale prima di qualsiasi intervento

Il parere dell’ex funzionario (ora in pensione) dell’Ufficio Tecnico comunale, Muolo

 

Riceviamo a pubblichiamo la lettera inviataci da Franco Muolo, ex funzionario (ora in pensione) dell’Ufficio Tecnico del comune di Monopoli a proposito dei lavori di ripascimento a cala Portavecchia.

 

“Mi consenta di esprimere il mio pensiero circa il discutibile lavoro di ‘ripascimento’ che l'amministrazione comunale sta per effettuare sull'ormai esiguo arenile di cala Portavecchia. È il caso di dire che, tanto tuonò che piovve! Sono trascorsi più di dieci anni da quando si cominciò ad avanzare l'ipotesi di allargamento della spiaggia, con la fornitura e lo spargimento di sabbia da prelevare da chissà dove. Non si è mai capito (finora) che una tale operazione potrebbe causare problemi di altro genere, se non si studiano a dovere i venti impetuosi che spirano in quel tratto di mare e le sue correnti marine. A tal proposito vorrei ricordare ai futuri esecutori di tali specialissimi lavori che, prima di tutto, bisognerebbe acquisire il parere dell'autorità portuale di Bari e verificare se tale intervento sia stato previsto dal vigente piano regolatore del porto, atteso che negli archivi dell' ufficio locale marittimo, mi risulta che esiste una proposta di variante di tale piano che prevede la realizzazione di una scogliera artificiale a difesa di tutto quanto il muraglione cinquecentesco, che inizia dal castello di Carlo V e termina proprio a cala Portavecchia. Non solo bisognerebbe accertare con urgenza tutto ciò. Ma mi preme anche ricordare con veemenza che, durante gli anni ‘80 del secolo scorso, il comune di Monopoli tentò di pavimentare con legno lamellare la superficie dell'isolotto ubicato a sud-est della stessa cala marina. I meno giovani ricorderanno che allo spirare del primo fortissimo vento di greco-levante, tutto il tavolato installato sulle rocce venne letteralmente sbattuto in pezzi sull'arenile, su cui oggi si vorrebbe fare il ‘ripascimento’. Inutile dedurre che la pericolosità del manufatto di contenimento di tutto quanto il litorale, nonchè del franamento della scalinata centrale, sono stati provocati proprio dallo spirare impetuoso del vento di levante. Perciò, deduco che, se non si provvede prima ad effettuare una qualsiasi scogliera artificiale di difesa di quella storica e bellissima cala, qualsiasi operazione improvvisata (40.000 euro?) non è altro che un palliativo”.