La lettera/Oggi medici e infermieri sono degli eroi, forse lo erano anche in passato

La riflessione dello specialista otorinolaringoiatra monopolitano Giancola  

 

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione dello specialista otorinolaringoiatra monopolitano Onofrio Giancola, ora in pensione, che ha svolto servizio presso gli ospedali di Putignano e Monopoli.

 

“Constato con gioia che mai come in questo periodo i medici, gli infermieri e soccorritori hanno ricevuto tanti elogi e ringraziamenti. Manifestazioni di gratitudine che arrivano da comuni cittadini, gli stessi che fino a qualche mese fa minacciavano di denuncia gli operatori sanitari, con la complicità di avvocati senza scrupoli scatenati da familiari di pazienti a caccia di soldi, ogni qualvolta le cure non andassero per il verso giusto, senza mai valutare se ci fossero reali responsabilità di qualcuno. Utenti cittadini, che avevano reclamato per le lunghe liste di attesa come conseguenza dell’attività libero professionale dei medici ospedalieri, forse non si sono mai chiesti se il problema non fosse per caso legato alla carenza negli ospedali di personale, apparecchiature e spazi idonei. Gli stessi cittadini che stavano col fiato sul collo dei medici nei vari reparti di degenza con atteggiamenti sospetti nel caso che le terapie si discostavano da quelle riscontrate su google. Ringraziamenti vengono anche da stampa e televisione, che in passato sono stati rapidi nel pubblicizzare episodi di presunta malasanità, sbattendo in prima pagina medici dipinti come cialtroni ed irresponsabili, dimenticando poi di dare stesso risalto alle sentenze di assoluzione e non luogo a procedere degli stessi medici.                                                                                                                                                   Ringraziamenti vengono anche dai politici ed amministratori delle ASL che in passato hanno tagliato fondi al SSN, chiuso ospedali e ridotti posti letto, che non sono stati in grado di prevenire la mancanza di medici ed infermieri nel SSN, e programmare la formazione dei medici specialisti in relazione alle necessità nazionali. In considerazione di tutto ciò, mi pongo la domanda se la sanità pubblica italiana sia cambiata in questi ultimi mesi, risponderei di no. Da sempre gli operatori della nostra sanità hanno operato al massimo delle loro possibilità, senza tener conto degli orari di lavoro e non sottraendosi ai rischi che comporta la loro professione. Pertanto mi viene da pensare che se i nostri medici ed infermieri sono oggi degli eroi, forse lo erano anche ieri”.