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Inedita cerimonia del 25 aprile: il sindaco Annese, padre Miki e tre vigili urbani celebrano la Liberazione d’Italia

Breve corteo dal municipio nella deserta piazza Vittorio Emanuele II, dove sono riecheggiati Inno di Mameli e ‘Silenzio’ 

 

In uno scenario surreale si è svolta in mattinata la cerimonia del 25 aprile, la data che segna la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Un corteo di cinque persone (tutte con la mascherina e guanti), formato dal sindaco Angelo Annese, padre don Miki Mangialardi, il cerimoniere Michele Lafronza e due vigili urbani che reggevano la corona d’alloro col tricolore, si è mosso dal municipio per raggiungere la deserta piazza Vittorio Emanuele II dove si alza maestoso il Monumento ai Caduti, ai piedi del quale è stato deposto l’alloro, simbolo di vittoria e gloria. Prima della deposizione, sono riecheggiati l’Inno di Mameli e il ‘Silenzio’, irradiati da una cassa acustica. Dopo la preghiera rivolta da padre Miki ai Caduti, il sindaco Annese ha letto il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.