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La lettera/L’esempio di don Alfredo Saponara per invitare il premier Conte a non tenere reclusi in casa gli ultrasessantenni

L’ex funzionario dell’Ufficio Tecnico del Comune di Monopoli Muolo ricorda il modo di lavorare del suo dirigente 

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Franco Muolo, ex funzionario (ora in pensione) dell’Ufficio Tecnico del comune di Monopoli, che ricorda l’allora dirigente dello stesso Ufficio Alfredo Saponara che non risparmiava consigli ai geometri comunali più giovani. Una maniera per invitare il premier Conte e il suo governo a non tenere reclusi in casa gli ultrasessantenni nella imminente ‘Fase 2’. Il perché Muolo lo spiega nella missiva che vi apprestate a leggere.     
“Anche oggi (25 aprile 2020), settantacinquesimo anniversario della Liberazione, qualche screanzato, sotto sotto, sta tentando di proporre al Governo in carica d'impedire, per legge, la liberazione di tutti gli anziani over sessantenni (compreso il sottoscritto) per tenerli ancora reclusi in casa a causa del (più facile, sic!) diffondersi dei contagi da coronavirus. E va bene che l'attuazione della Fase 2 necessita per avviare quanto prima l'attività lavorativa, ma come si fa a rinunciare alla esperienza dei ‘nonni’ molti dei quali ancora in febbrile attività? Come si fa a non ricordare i valorosi tecnici di questa città che già ultrasessantenni continuavano ad operare per la rinascita di Monopoli post seconda guerra mondiale, nelle persone dell'ing. Tarantini, dell'ing. Giannoccaro, del geom. Francesco Calderale e, per quanto mi riguarda personalmente, del geom. Alfredo Saponara (nella foto). Altrimenti conosciuto come ‘don Alfredo’, bravo dirigente dell'Ufficio tecnico comunale, di indole buona, schivo, amante del territorio e rispettoso della sua integrità per la conservazione ai posteri. Usava ogni possibile stratagemma tecnico nel mettere d'accordo chiunque mostrasse segni contrari alla buona riuscita di litigi intercorsi fra confinanti, litiganti spesso per un non nulla. Faceva di tutto per evitare liti in loco, presso gli uffici comunali e giudiziari. La conservazione delle infrastrutture pubbliche, viarie, idrico-fognarie, illuminazione, edifici scolastici urbani e rurali, per quanto atteneva ai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, era il suo forte. Non aspettava mai l'ordine del sindaco o quello degli assessori e consiglieri comunali. Agiva in maniera metodica, anche quando il problema veniva segnalato da un semplice cittadino. Mi portava sempre insieme, come una rasola accompagna la zappa, affinchè io imparassi a fondo il suo modo di fare, tecnicamente, il mestiere di stare prima di tutto al servizio dei cittadini. Da lui ho appreso tutto quanto mi è stato utile, dopo la sua raggiunta pensione all'età di 65 anni, per rimarcare quanto di eccellente ha fatto a favore della perfetta conservazione territoriale e per la felice convivenza degli abitanti della città e delle 99 bellissime nostre contrade rurali. Esperienze preziosissime”.