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Riaprite il mercato settimanale dell’abbigliamento: una delle tre richieste delle associazioni di categoria al Comune

Per far fronte alla crisi chiesti anche un tavolo tecnico di confronto e agevolazioni tributarie 

 

Cinque associazioni di attività commerciali, artigianali e turistiche avanzano tre richieste all’amministrazione comunale di Monopoli nel tentativo di far fronte alla crisi socio-economica causata dalla pandemia da Sars-Covid-19. Le richieste di Ascom-ConfCommercio Monopoli, in collaborazione con Cna, ConfArtigianato, ConfEsercenti e FivaConfCommercio sono contenute in una nota diffusa alla stampa e che di seguito sono sintetizzate.

 

Tavolo tecnico e riapertura mercato abbigliamento del martedì. La prima riguarda la convocazione di un tavolo tecnico di confronto tra l’amministrazione comunale e le stesse associazioni di categoria “per trovare efficaci soluzioni che consentano la riapertura del tradizionale mercato settimanale del martedì riservato ad abbigliamento, calzature, prodotti per la casa, oggettistica ed altro”, allineandosi così “a quanto già viene consentito per i generi alimentari (frutta, verdura) e fiori”.

 

Estensione orario di chiusura di negozi e pubblici esercizi. La seconda richiesta è relativa “alla estensione dell’orario di chiusura al pubblico fino alle ore 20 per le attività commerciali al dettaglio di vendita di generi alimentari e di prima necessità per quanto attiene gli esercizi commerciali di vicinato, mentre per i pubblici esercizi che espletano il servizio di asporto si richiede un prolungamento dell’orario di attività sino alle ore 22 o 22,30”.

 

Agevolazioni tributarie. Infine, si chiede “l’adozione di un pacchetto di agevolazioni tributarie, in particolare prevedendo l’abbattimento della Tassa occupazione suolo pubblico (Tosap)) sia per i pubblici esercizi che per tutte le attività che occupano spazi all’esterno dei propri esercizi, la possibilità di sospendere il pagamento del saldo della Tari relativo all’anno 2019, e per ultimo, di riconsiderare i coefficienti relativi al calcolo della Tari per l’anno in corso tenuto conto che la maggior parte delle attività non produrrà rifiuti o ne produrrà in misura significativamente ridotta”.