Monopoli Libera

l'informazione monopolitana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il caso/Polemica e proposta per l’istituzione dell’Usca al Poliambulatorio San Camillo: si riapra l’ingresso principale inagibile da un anno

L’Unità speciale di assistenza a domicilio dei malati Covid-19 entra in servizio il 15 maggio ma c’è da risolvere un problema 

 

Alla vigilia dell’inizio del servizio dell’Unità speciale di continuità assistenziale (Usca), fissato per il 15 maggio, che l’Asl Bari ha deciso di istituire a Monopoli in alcuni locali del Poliambulatorio San Camillo (in alto foto 1), in viale Aldo Moro, si registrano delle prese di posizione non trascurabili per quanto riguarda la scelta della sede, ritenuta un po' rischiosa o perlomeno poco idonea. Spieghiamo brevemente perché si parla di decisione rischiosa e infelice secondo l’opinione più diffusa di alcuni lettori che ci hanno telefonato. Tra i quali c’è un ex amministratore comunale che vuole mantenere l’anonimato nel tentativo di non prestare la vicenda a strumentalizzazioni politiche.  

 

Il rischio. Lo ha ipotizzato l’altro giorno il consigliere comunale di ‘Manisporche’ Angelo Papio in una lettera aperta indirizzata al sindaco Angelo Annese affermando innanzitutto che al piano superiore dell’edificio c’è l’Hospice ove vengono curati i malati oncologici e poi ci sono vari altri servizi a disposizione di cittadini e pazienti: Cup e ticket, Poliambulatorio, Medicina Integrativa, Farmacia, S.I.M., assistenza protesica, Neuropsichiatria Infantile, Senologia, Consultorio, Riabilitazione e Fisiatria. Una vasta utenza costretta ad usufruire di un ingresso secondario (foto 3), posto alle spalle di quello primario, reso inagibile da circa un anno per la caduta di calcinacci dal controsoffitto della pensilina (foto 2).  

 

L’inidoneità. Lungo il piccolo piazzale davanti a quello stesso ingresso secondario transitano oltre ai pedoni anche veicoli a motore, ambulanze ed auto in dotazione alle agenzie di pompe funebri. Insomma, si crea un ingorgo a dir poco spaventoso. Allora si chiede l’ex amministratore comunale monopolitano: perché la Asl non ha tenuto conto della situazione?

 

La proposta. Lo stesso ex amministratore non è contrario all’istituzione dell’Usca che, ricordiamo, ha il compito di curare i pazienti Covid-19 a domicilio e lo staff di nove medici destinati a Monopoli utilizzerà alcuni locali del San Camillo da adibire solo a spogliatoio, vestizione e postazioni informatiche. Per entrarvi, il personale sanitario avrà a disposizione un altro ingresso posto lateralmente a quello secondario, ma sempre percorrendo il piccolo piazzale dove si creano gli intasamenti di persone, auto, ambulanze. Anzi la sua proposta è di riattivare immediatamente l’ingresso principale per evitare rischi di eventuali contatti con lo staff medico dell’Usca. L’auspicio-proposta è stata girata al sindaco Annese, sperando che venga presa in debita considerazione soprattutto dalla Asl Bari. (N.S.)