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Reportage/Ultima domenica di lockdown nel centro storico e fermata d’obbligo alla chiesa del Purgatorio per recitare un’antica cantilena

Nel primo pomeriggio del 17 maggio pochissimi monopolitani in giro e rispetto delle misure di sicurezza    

Anche nel primo pomeriggio di domenica 17 maggio, l’ultima (e si spera definitiva) di lockdown, i monopolitani sono rimasti a casa, tranne qualche eccezione come testimonia la sequenza delle foto scattate tra le viuzze del centro storico. Il tour parte dal porto vecchio e si conclude in Largo Plebiscito e, nel mezzo, è proseguito per l’arco del castello di Carlo V, il lungomare Santa Maria, la chiesa di San Salvatore (nella foto in alto a sinistra si intravedono in lontananza pochissime persone). Quasi identico scenario in via Papacenere (foto in alto a sinistra) e in via Nicodemo Argento (foto in basso a sinistra). Qui l’obiettivo è puntato sull’ingresso della chiesa di Santa Maria del Suffragio, comunemente detta del Purgatorio. Una fermata d’obbligo perché da una finestra posta accanto al portone incuriosisce la visione dei confratelli mummificati e chi vi scrive anche nell’occasione non ha mancato di recitare un’antica cantilena apotropaica in rigoroso dialetto monopolitano: ‘Bónèsêre a totte Vê, èvúte stéte accóm' a nê! Nê ama jèsse accóm' a Vê, bónèsêre a totte Vê’ (Buona sera a tutti Voi, siete stati come noi! Noi saremo come Voi, buona sera a tutti Voi). Proprio così: buona sera a tutti. Domani è un altro giorno…(G.D.)