Il caso/Il bonus bici è esteso anche ai cittadini di Monopoli: lo conferma il ministro Costa ad un attivista monopolitano di ‘Manisporche’

Il Movimento politico prende spunto dalla vicenda per invitare il sindaco Annese a non agire da solo nelle scelte amministrative 

 

I cittadini monopolitani possono usufruire del cosiddetto bonus bici, inserito nel recente decreto governativo di rilancio, che permette di ottenere il 60% della spesa per l’acquisto di bici (anche a pedalata assistita), monopattini, hoverboard ecc., per un valore massimo di 500 euro: la conferma viene dal ministro dell’ambiente Sergio Costa che ha risposto affermativamente ad una domanda che gli è stata posta dal monopolitano Eugenio De Vita, tra l’altro attivista del Movimento Manisporche che lo aveva contattato per dirimere un caso che si era creato qui a Monopoli tra il sindaco Angelo Annese ed un cittadino monopolitano. Quest’ultimo, in un post sui social, aveva sostenuto che il bonus poteva essere richiesto dai monopolitani in quanto la città di Monopoli fa parte della ‘Città Metropolitana di Bari’ e alle Città Metropolitane, che in Italia sono 14, tale incentivo è concesso. Il sindaco, invece, aveva escluso la possibilità di ottenere il bonus perché Monopoli non raggiunge (sia pure di poche unità) i 50 mila abitanti. Con la risposta del ministro Costa ora il caso sembra risolto. Ma il Movimento Manisporche coglie l’occasione, in un comunicato, per invitare il sindaco a non “persistere nella volontà di agire da solo, in una ristrettissima cabina di regia” perché “se è vero che da soli si corre di più, non dimentichi che insieme si sbaglia senz’altro di meno e si va molto più lontano”. In altre parole ‘Manisporche’, insieme agli altri partiti di opposizione, chiede “di essere resi partecipi e informati delle scelte prese dall’amministrazione” anche su altri temi: “allargare una Commissione Covid-19 unificata, alle Associazioni di Categoria e alle realtà sociali interessate; pedonalizzare integralmente piazza Vittorio Emanuele II sulla base di un progetto integrato; intraprendere le azioni deliberate in consiglio comunale tre anni fa, per far fronte ai gravi e costanti disagi denunciati dai cittadini sui miasmi nella zona industriale”. Problemi puntualmente evidenziati e che, sottolineano gli attivisti di ‘Manisporche’, non hanno avuto risposte.