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Molestie olfattive: la Procura della Repubblica di Bari apre un secondo fascicolo d’inchiesta. Si fa più serrata la caccia a chi inquina la città di Monopoli

Le indagini sono state affidate allo stesso magistrato che ha disposto il sequestro preventivo dello stabilimento Pipeplast

 

La vicenda delle molestie olfattive a Monopoli si arricchisce di un altro tassello nel tentativo di risolvere un problema che si trascina da anni. Il pool ‘Ambiente’ della Procura della Repubblica presso il tribunale di Bari il 29 maggio scorso ha aperto un nuovo fascicolo d’inchiesta dopo la ‘lettera-denuncia’ che gli è stata recapitata poco più di un mese prima (esattamente il 27 aprile scorso) e che porta la firma di 117 tra medici e operatori sanitari nella quale si chiedeva di “disporre ulteriori ed opportuni accertamenti” sui miasmi che continuavano ad interessare il territorio monopolitano nonostante il sequestro preventivo dello stabilimento Pipeplast, ubicato nella zona industriale della città adriatica, avvenuto nella mattinata del 6 aprile scorso ad opera del personale del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale (NOPA) della Guardia Costiera di Bari. A condurre le indagini di questo secondo filone è stato chiamato lo stesso magistrato che ha disposto il decreto di sequestro preventivo del capannone della Pipeplast, dove si lavoravano, fino al momento dei sigilli, materie plastiche mediante la trasformazione di rifiuti speciali. Una trasformazione che, sempre secondo il Nopa, sarebbe avvenuta anche all’esterno dell’opificio con la diretta dispersione nell’aria di micro/mini particelle plastiche originate dai sopracitati rifiuti. Da quello che si è appreso, il giudice incaricato ha già iniziato a far svolgere controlli in alcune aziende dell’area industriale. Le indagini appaiono complesse perché le centraline dell’Arpa e le segnalazioni tramite l’APP del comune di Monopoli non sono sufficienti a far luce sulla vicenda delle molestie olfattive. Secondo i consiglieri comunali di opposizione e i rappresentanti dei vari Comitati e Associazioni ci vorrebbe un continuo monitoraggio dell’aria e della falda per ottenere risultati concreti. E questa concretezza, è duro ammetterlo, è finora mancata. Consiglieri comunali di opposizione, Comitati, Associazioni e cittadini monopolitani sperano che, con il ‘tavolo tecnico’ voluto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Angelo Annese, al problema dei miasmi venga posto la parola fine avviando “un serio e continuo monitoraggio dell’aria, della falda e dell’acqua marina”.