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Lettera aperta ai vescovi di Puglia: perché azzerare le Feste patronali quando dal prossimo 15 giugno potranno svolgersi manifestazioni all’aperto?

Un lettore monopolitano invita i presuli delle varie diocesi pugliesi a rivedere la decisione presa il 20 maggio scorso

 

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta ai vescovi di Puglia inviataci da un lettore, N. N. le sue iniziali, a proposito della decisione, contenuta in una nota del 20 maggio scorso, di rinunciare allo svolgimento delle Feste patronali. Eccone il testo:

 

“Cari vescovi pugliesi, abbiamo letto con attenzione la vostra nota del 20 maggio scorso sulle feste patronali, ma in qualità di cittadini attivi e di cristiani che agiscono con la forza dello Spirito, non possiamo subire le vostre disposizioni in maniera passiva. Siamo ben coscienti del difficile periodo storico che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitaria, delle difficoltà e delle restrizioni che questo comporta, ma ringraziando il Signore sappiamo che il peggio è passato! In questi giorni viviamo una graduale ripresa e ripartenza: le nostre città sono ritornate a popolarsi, sono riaperti bar e ristoranti, sono riprese le celebrazioni con il popolo, riaperte le strutture sportive, le spiagge e a breve è prevista la ripartenza del campionato di calcio e delle discoteche. Le feste patronali no… Non riusciamo a comprenderne i motivi!! Siamo consapevoli che le feste in questo periodo debbano essere ridimensionate, ma non possiamo accettare che siano cancellate, azzerate! Le nostre feste sono l’espressione più autentica della fede semplice, di quella fede di popolo che si manifesta con gesti semplici: processioni, fiaccolate, rievocazioni storiche. Con la vostra scelta ‘cari Vescovi’ state cancellando un pezzo della nostra identità di fede, di storia, di cultura. Le nostre feste non sono solo apparenza, sono momenti in cui le comunità si ritrovano, sono momenti di condivisione e carità. Dispiace leggere nelle vostre parole che questo non è riconosciuto. Le nostre feste non sono ‘spreco di risorse economiche’, poiché sono grandi grazie alla partecipazione di tante componenti: luminarie, bande, fuochi, giostre, commercio; settori con centinaia di lavoratori che per le vostre decisioni non possono più lavorare e non possono più sfamare le proprie famiglie. Dispiace che nelle vostre parole non si faccia alcun riferimento a queste categorie! Avete anche detto che è giusto annullare le nostre feste per rispetto dei morti di questa pandemia, considerando ovvio ricordare e pregare per le vittime, sappiamo bene che la nostra fede ci insegna che la morte non ha vinto sulla vita. Sappiamo bene che le nostre feste nascono dal canto pasquale dell‘alleluia, canto di festa e speranza cantato anche durante le esequie. Le feste quindi potranno essere ulteriore motivo per ringraziare il Signore della vita! Cari Vescovi, dal 15 giugno prossimo, salvo eventuali nuove disposizioni, potranno riprendere eventi all’aperto con mille persone. Crediamo sia giunto il momento in cui anche le nostre processioni e manifestazioni di pietà popolare, seppur in forma ridotta, possano riprendere! Le vostre decisioni nella nota del 20 maggio ci hanno lasciati perplessi e increduli, confidavamo di avere pastori con l’odore delle pecore, che vivono con il popolo e conoscono le esigenze del popolo, invece avete preso decisioni dall’alto dei vostri palazzi senza confronto. Certi che la forza della Chiesa è nel cammino fatto assieme da Pastori e popolo, preghiamo la Vergine Maria affinché illumini le vostre menti nel prendere nuove e più sensate decisioni!”