Editoriale/L’informazione giornalistica che va di moda a Monopoli? Semplice: il ‘copia e incolla’

Lo spunto alla riflessione da uno spezzone di filmato nel quale si vuol dare lezioni di professionalità e poi si scopre che…..   

 

Un brevissimo spezzone di filmato inviatomi da un amico mi spinge ad una riflessione. Da un ‘pulpito’ televisivo sua 'emittenza' sentenzia: giornali on-line e facebook sono, in pratica, ‘carta straccia’. Sul social possiamo anche concordare, ma sui giornali on-line proprio non ci siamo. Poi, se aggiungiamo che qualche giornale on-line tra i suoi redattori annovera giornalisti professionisti e con vari decenni di esperienza alle spalle siamo veramente fuori strada. Da quello stesso pulpito (nella cui orbita non c’è ombra di giornalisti professionisti), sempre sua 'emittenza' sentenzia che la notizia, prima di divulgarla, va verificata. Concordiamo pienamente: è così che si fa nel mondo dell’informazione. La verifica è uno dei punti-cardine della professione. Solo che, nell’ambito di quel ‘pulpito’ televisivo, si scopre, non da ora, che la notizia di altri viene spesso copiata e incollata sui propri organi di (dis)informazione. Come esempio, a questo punto, tiriamo in ballo il portavoce del sindaco di Monopoli che ci scuserà per quanto stiamo per dire: quanti suoi comunicati stampa sono stati copiati e incollati da dieci anni ad oggi oppure fatti passare per propri servizi giornalistici? Fossi nei panni del portavoce come minimo avrei chiesto i diritti di copyright e relativo compenso. Si sarebbe sicuramente arricchito per quante violazioni sono state commesse. Quello appena descritto non è il solo esempio del ‘copia e incolla’ che vige in quel 'pulpito' perché ce ne sarebbero molti altri ben più riprovevoli di copyright (comunicati delle forze dell’ordine e, persino, articoli di altre testate giornalistiche). Morale della favola: da quel ‘pulpito’, spesso frequentato da politici in cerca di misera visibilità, vengono fuori solo tornaconti personali. Altro che informazione regionale.... (Leonardo Stama)