Il caso del cartello di divieto di accesso e sosta al Lido e Camping di Santo Stefano: per quattro consiglieri comunali di minoranza è colpa del Comune

Silvia Contento, che parla a nome degli altri tre colleghi, ha incontrato il proprietario che si sarebbe cautelato per quel tratto di costa

 

Il caso del cartello di divieto di accesso carrabile e di sosta collocato alcuni giorni fa prima del Lido e del camping di Santo Stefano a sud di Monopoli sarebbe da ricondurre “ad una questione di responsabilità e sicurezza e al disinteresse dell’amministrazione comunale nel voler risolvere le problematicità di quel tratto di viabilità”: è quanto ha appurato la consigliera comunale d’opposizione Silvia Contento nel corso di un incontro avuto con il proprietario delle due strutture. In una nota che porta la firma di altri tre consiglieri di minoranza Carlo Maria Maione, Cecilia Matera e Francesco Tamborrino, la consigliera Contento aggiunge che “da parte del privato sembrerebbe esserci massima disponibilità nell’addivenire ad un accordo e nel trovare una soluzione che disciplini l'aspetto viario senza compromettere la libera fruizione di quel tratto di costa”. A questo punto i quattro consiglieri comunali chiedono “al sindaco Angelo Annese, alla giunta comunale e alla maggioranza di aprire subito un confronto con le parti e di fornire spiegazioni su quanto accaduto”.  “Il ruolo di chi governa una città – si sottolinea nella nota - è anche quello di ascoltare le ragioni di più parti e trovare soluzioni che possano garantire in primis i diritti del pubblico (residenti e turisti) di godere del mare in sicurezza, contemperando al tempo stesso i legittimi diritti del privato, che con il suo lavoro offre un servizio turistico importante”. “Noi continueremo a vigilare – concludono i consiglieri - auspicando che l'amministrazione fornisca al più presto chiarimenti sull'argomento”. Sulla vicenda, come è noto, è intervenuta anche la consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Sonia Giulia Cazzorla che ha presentato un'interrogazione al sindaco Annese per far luce sull'accaduto (vedi articolo a parte).