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Assenteismo all’ospedale San Giacomo: la retata dei carabinieri si conclude con 13 arresti domiciliari e 20 obblighi di dimora

Coinvolti dirigenti medici e personale infermieristico e tecnico insieme ad un parcheggiatore abusivo  

E’ di 33 misure cautelari il bilancio dell’operazione eseguita dai carabinieri del Comando Provinciale di Bari, su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Bari, sul fenomeno di assenteismo presso l’ospedale San Giacomo di Monopoli. A vario titolo il personale coinvolto (medico, infermieristico e tecnico) è accusato in concorso  di truffa aggravata ai danni dello Stato commessa in violazione dei doveri inerenti un pubblico servizio, false attestazioni e certificazioni sulla propria presenza in servizio commesse da dipendente della pubblica amministrazione, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e peculato. Il G.I.P.  ha accolto le  richieste avanzate dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Bari all’ esito di una complessa attività di indagine svolta dei militari della stazione Carabinieri di Monopoli, anche attraverso il monitoraggio con telecamere degli  accessi e delle aree di ingresso dell’ ospedale, in prossimità della apparecchiature marcatempo, oltre che con servizi di osservazione, controllo e pedinamento del personale, ed avviata in seguito a plurime segnalazioni di fatti di ‘assenteismo’ presso la struttura ospedaliera. Sono emerse nel periodo di osservazione (nei mesi di ottobre, novembre, dicembre 2018 e gennaio 2019) sistematiche e diffuse condotte di assenteismo (le persone sottoposte ad indagine sono più numerose di quelle nei cui confronti sono state adottate le misure coercitive) attuate con l’ arbitrario allontanamento del personale dalla struttura durante l’orario di servizio, con protrazione dell’ assenza per alcune ore o anche per tempi più limitati, eventualmente ripetuta nel corso della giornata, ovvero con falsa registrazione  dell’ entrata e dell’ uscita avvalendosi anche  della collaborazione di terze persone (familiari, colleghi o conoscenti) o con la giustificazione strumentale – con false dichiarazioni rese successivamente agli uffici amministrativi – della mancata registrazione in entrata e/o in uscita (avaria della scheda, dimenticanza, smarrimento, etc.), condotte queste ultime ripetutamente e sistematicamente impiegate al fine di impedire il controllo sull’ attività lavorativa effettivamente svolta. E’ stato accertato, durante il periodo di allontanamento dal luogo di lavoro, lo svolgimento di attività ed incombenze esclusivamente private (acquisti, consumazioni presso esercizi pubblici, etc.) e, in alcuni casi, anche lo spostamento in località marine, presso le residenze estive. E’ stato calcolato – e costituisce parte integrante delle contestazioni rispettive – l’ illecito profitto che ciascuno degli indagati ha procurato a sè con le condotte indicate, corrispondente alla retribuzione indebitamente percepita a fronte di prestazioni di lavoro non effettuate, con conseguente danno per l’ amministrazione pubblica di appartenenza.

Arresti domiciliari. I provvedimenti  di arresti domiciliari son stati eseguiti nei confronti di: Angelamaria Todisco ( dirigente medico responsabile del Servizio Immunotrasfusionale), Gianluigi Di Giulio (dirigente medico responsabile dell’ Unità di Radiodiagnostica), Rinaldo Dibello (dirigente medico responsabile del Servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva), Egidio Dalena (dirigente medico responsabile del Reparto di Otorinolaringoiatria), Girolamo Moretti (dirigente medico presso il Reparto di Radiodiagnostica), Vincenzo Lopriore (dirigente medico responsabile del Reparto di Cardiologia), Sabino Santamato (dirigente medico responsabile del Reparto di Ginecologia ed Ostetricia), Leonardo Renna (dirigente medico presso il Reparto di Ginecologia ed Ostetricia), Antonio Bosio (operatore tecnico presso la Direzione Sanitaria), Anna Pellegrini (assistente amministrativo), Giancarlo Sardano (collaboratore amministrativo-professionale), Giuseppa Meuli (infermiera presso il Reparto di Ginecologia ed Ostetricia). L’ ordinanza di arresti domiciliari ha interessato anche altro dirigente medico responsabile di Unità Operativa. Il relativo provvedimento non è stato eseguito perché l’interessato è temporaneamente all’ estero e dovrebbe far ritorno in Italia nella tarda serata di oggi.

Obbligo di dimora. I provvedimenti di obbligo di dimora hanno interessato: Anna Consiglia Scardigno (dirigente medico presso l’ U.O. di Chirurgia), Angela Pantaleo (dirigente medico presso l’ U.O. di Medicina), Cosimo Marasciulo (dirigente medico presso il Reparto di Ginecologia), Marilena Matarrese (dirigente medico presso l’ Unità Operativa Immunotrasfusionale), Francesco Paolo Di Taranto (dirigente medico presso il Reparto di Otorinolaringoiatria), Giuseppe Cappelli (medico del Servizio di Sorveglianza Sanitaria e Radioprotezione Medica – Medicina del Lavoro), Fulvia D’Onghia (dirigente medico presso il Reparto di Ortopedia), Francesco Fino (dirigente medico presso il Reparto di Cardiologia), Domenico Antonio Limitone (medico presso il Reparto di Urologia), Rosa Bianco (infermiera presso l’ Unità Operativa di Medicina e Chirurgia di Accettazione e di Urgenza – Pronto Soccorso), Concetta De Rinaldis (infermiera presso il Reparto di Endoscopia Digestiva), Pasquale Lacasella (infermiere presso l’ Unità Operativa Medico Competente Autorizzato), Carmela De Laurentis (infermiera presso il Reparto di Pediatria), Erasmo Lobefaro (operatore tecnico), Francesco Fratella (operatore tecnico con mansioni di autista ambulanza), Gianfranco Brescia (operatore tecnico con mansioni di autista ambulanza), Sante Palmisano (operatore tecnico con mansioni di autista ambulanza). A Fratella, Brescia e Palmisano è stato contestato anche il delitto di peculato connesso all’ appropriazione ripetuta, per fini diversi da quelli istituzionali, di ambulanze ed autovetture di servizio recanti i segni distintivi della ASL Bari, con uso momentaneo dei mezzi. La misura dell’ obbligo di dimora ha interessato anche: Marco Sperti (dirigente medico presso l’ Unità Operativa di Traumatologia-Ortopedia dell’ Ospedale ‘San Paolo’ di Bari, coniuge di Marilena Matarrese), Margherita Mezzapesa (infermiera presso Dipendenze Patologiche Sud Barese – SERT) e Carlo Battaglia (persona che svolgeva abusivamente l’ attività di ‘parcheggiatore’ all’ esterno dell’ Ospedale San Giacomo, il quale, in più occasioni, è stato sorpreso ad inserire il cartellino magnetico di Giuseppa Meuli in entrata e/o in uscita, nell’ apparecchio marcatempo in sostituzione della dipendente).