Operazione antidroga dei carabinieri di Monopoli: in manette cinque spacciatori, un sesto è finito agli arresti domiciliari

Ingenti quantità di cocaina giungevano da Putignano per essere spacciate a Castellana Grotte da una coppia di coniugi 

 

E’ di sei spacciatori arrestati il bilancio di un’operazione antidroga eseguita nella notte tra il 5 e 6 luglio dai carabinieri della Compagnia di Monopoli. Cinque persone sono finite in carcere mentre una sesta è agli arresti domiciliari. Per sgominare la banda è stato necessario l’impiego di 50 militari, coadiuvati dal Nucleo Cinofili e dallo Squadrone eliportato Cacciatori Puglia, nei territori di Castellana Grotte, Trani ed in provincia di Livorno. L’indagine, coordinata dalla Procura di Bari, ha consentito di disarticolare un sodalizio dedito al traffico di stupefacenti, operante nel comune di Castellana Grotte, facente capo alla famiglia di Franco Pirrelli e alla moglie Barbara Palmisano: le accuse sono di associazione armata finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Durante le attività investigative i Carabinieri hanno arrestato in flagranza due  soggetti, sequestrato armi, munizioni, 465 grammi di cocaina, 120 mila euro, nonché rinvenuto un deposito di auto rubate. L’indagine è partita nel 2018 ed un ruolo importante hanno avuto i collaboratori di giustizia che hanno permesso di smascherare un’associazione criminale che gestiva la piazza di spaccio di Castellana Grotte, mediante l’acquisto di ingenti partite di cocaina che venivano immesse sul mercato al prezzo fisso di 80 euro a dose. Detto di Pirrelli e Palmisano, il canale di approvvigionamento era rappresentato da Marco Pesce, elemento di spicco della criminalità di Putignano, che riforniva l’organizzazione con partite di cocaina da 1 chilogrammo del valore di 40 mila euro. La droga, una volta tagliata, fruttava fino a 100 mila euro. Documentata altresì la notevole disponibilità di armi e munizioni, che il gruppo deteneva come strumenti deterrenti nei confronti di altri sodalizi rivali. Fra i traffici illeciti del gruppo rientrava quello della ricettazione di autoveicoli rubati: nel corso delle attività i militari hanno scoperto un deposito nel quale erano occultati targhe di auto e componenti meccaniche di varie marche per un valore di 40 mila euro.