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I partiti di opposizione (Gruppo Misto compreso) gridano allo scandalo per l’esito del consiglio comunale sulle variazioni di bilancio

Gli undici consiglieri si rifiutano di votare la delibera abbandonando la seduta palesemente viziata

 

Ennesima dimostrazione di come l’opposizione nel consiglio comunale di Monopoli sia aumentata di tre consiglieri. Lo si evince dall’ultimo comunicato stampa diramato sull’esito della seduta consiliare del 22 aprile scorso al termine della quale la sola maggioranza ha approvato le variazioni di bilancio. Ad ingrossare le fila della minoranza sono i consiglieri del Gruppo Misto Giuseppe Campanelli, Antonio Rotondo e Franco Leggiero che firmano il comunicato stampa insieme agli altri otto colleghi Silvia Contento, Carlo Maione, Francesco Tamborrino, Feliciano Indiveri, Claudio Licci, Cecilia Matera, Sonia Giulia Cazzorla e Angelo Papio, dichiaratisi oppositori sin dall’insediamento (tre anni fa) dell’amministrazione di centrodestra. “Si è trattato di un consiglio comunale a dir poco scandaloso in cui si sono vissuti oltraggi ai più elementari principi di democrazia e si è consumato l’incredibile rifiuto della maggioranza ad affrontare un minimo di lotta ai presunti inquinamenti di cui è vittima questa città” scrivono gli 11 consiglieri che accusano anche il presidente del consiglio Luigi Colucci di aver condotto la seduta in maniera confusionaria. Non mancano le accuse contro il sindaco Angelo Annese che “predica bene sui social e razzola male in consiglio, ordinando alla sua maggioranza di votare contro il monitoraggio ambientale”. Il riferimento è all’emendamento presentato dalla consigliera Cazzorla (Movimento 5 stelle) che chiedeva un minimo di spesa necessario per monitorare le falde acquifere nella zona industriale e che è stato bocciato dalla maggioranza, ritenuta “insensibile su temi così importanti per la salute pubblica, ma sensibile a far valere solo la forza dei numeri, senza che neanche un suo componente giustificasse tale scelta”. Di qui la decisione degli 11 consiglieri di abbandonare la seduta consiliare rifiutandosi di votare la delibera delle variazioni al bilancio di previsione “per scelte incomprensibili e dannose per i cittadini, tra l’altro avvenute palesemente viziate da procedure anti democratiche”.