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Il Piano Casa ha ottenuto il via libera dal consiglio comunale non senza polemiche tra maggioranza e opposizione

L’assemblea ha pure approvato altri otto provvedimenti, da esaminare altri sei

 

Con 11 voti favorevoli (quelli della maggioranza di centrodestra composta da: Piero Barletta, Franco Leggiero, Vincenzo Laneve, Giuseppe Campanelli, Antonio Rotondo, tutti della Lega, Anna Capra di ‘Noi con Monopoli’, Giacomo Piepoli, Stefano Lacatena, Flavio Petrosillo, Miriam L’Abbate di ‘Monopoli al Centro’ e il presidente del consiglio Luigi Colucci), un astenuto (Giovanni Martellotta di Forza Italia) e sette contrari (Silvia Contento, Cecilia Matera di ‘Contento per Monopoli’, Angelo Papio di ‘Manisporche’, Francesco Tamborrimo di ‘Insieme per Monopoli’, Claudio Licci di ‘Monopoli Civica’, Feliciano Indiveri del Pd e Sonia Giulia Cazzorla del Movimento 5 stelle) il consiglio comunale di Monopoli ha approvato il ‘Piano casa’ al termine di una discussione durata poco più di sei ore. Nelle precedenti tre ore l’assemblea ha licenziato altri otto provvedimenti (alcuni dei quali all’unanimità), tra cui l’applicazione dell’avanzo vincolato-bilancio 2019 che permetterà di erogare il contributo a chi ha fatto domanda per i canoni di locazioni, il programma comunale per il diritto allo studio, una modifica al regolamento dell’asilo nido, la realizzazione di una rotatoria in contrada Vagone e alcuni debiti fuori bilancio. Dei 20 punti inseriti all’ordine del giorno restano da esaminare altri sei che sono stati rinviati alla prossima seduta.

 

Il Piano Casa. A polarizzare l’attenzione è stata naturalmente la discussione sul cosiddetto Piano Casa. All’ordine del giorno c’erano ben quattro delibere: una della maggioranza, una dell’opposizione, un’altra del consigliere Papio che era quasi identica a quella del forzista Martellotta. Alla fine, come detto, è passata solo quella della maggioranza mentre le altre sono state bocciate. Alla discussione e alle votazioni non hanno partecipato il sindaco Angelo Annese e i consiglieri di centrodestra Alessandro Scisci, Erika Lotesoriere, che sono usciti dall’aula, e Adelaide Ramirez (assente sin dall’inizio della seduta) perché in conflitto d’interessi con proprietari di suoli e società che hanno fatto domanda per edificare nelle zone rientranti nel Piano Casa. Proprio questa circostanza ha tenuto banco per quasi tutta la discussione. I rappresentanti dei partiti di opposizione hanno ribadito lo stravolgimento del Piano Urbanistico Generale e il rischio della speculazione edilizia con il coinvolgimento di esponenti di spicco della politica monopolitana. La pentastellata Cazzorla ha fatto nuovamente i nomi dell’ex sindaco Emilio Romani, dell’attuale assessore ai servizi sociali Ilaria Morga e del segretario di ‘Monopoli al Centro’ Alberto Pasqualone: tre tecnici che hanno firmato progetti per realizzare centinaia di appartamenti. Poi Cazzorla ha tirato in ballo anche l’attuale sindaco Annese a proposito del progetto di realizzazione di 500 appartamenti nella zona ex Rivoli, un suolo di proprietà della Gioielli d’Italia Srl del Gruppo Marseglia, che vede tra i soci “la moglie, il suocero, la suocera e cognato del sindaco”. “Il tutto – ha sottolineato la consigliera grillina – potrà essere assolutamente legale ma dà l’idea di un cerchio politico-imprenditoriale che con l’approvazione della delibera di maggioranza si chiude perfettamente”. Di tutt’altro avviso i consiglieri di maggioranza che hanno respinto le accuse (è toccato a Barletta difendere i tre tecnici, il sindaco Annese e gli altri tre consiglieri ‘incompatibili’)  sottolineando la valenza sociale del Piano Casa che permetterà la realizzazione di alloggi popolari di cui la città di Monopoli avverte la necessità.