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Modifiche al Piano Casa: nuovo attacco dei consiglieri di opposizione alla maggioranza di centrodestra

La delibera approvata dal consiglio comunale rappresenta, secondo la minoranza, un’aggressione selvaggia al territorio 

 

Gli otto consiglieri dei partiti di opposizione Giulia Cazzorla, Angelo Papio, Francesco Tamborrino, Silvia Contento, Cecilia Matera, Carlo Maria Maione, Claudio Licci e Feliciano Indiveri, in una nota diffusa alla stampa, tornano a parlare dell’ultima seduta del consiglio comunale durante la quale hanno abbandonato l’aula permettendo ai 13 consiglieri della maggioranza di centrodestra di approvare le modifiche al Piano Casa. “Con quel gesto – scrivono gli otto - abbiamo voluto attirare l’attenzione dell’intera Città e mettere la maggioranza, non solo quei 13 consiglieri, di fronte alle loro responsabilità”. I consiglieri di minoranza si chiedono “se tutti i 13 consiglieri di maggioranza fossero legittimati a restare in aula e ad esprimere il voto. Non siamo certi che il voto sull’emendamento in questione, che dava compimento a tutto il provvedimento normativo, facesse venir meno tutte le incompatibilità delle fasi pregresse dell’iter consiliare”. “Pensiamo sia assurdo che 13 persone – prosegue la nota - possano stravolgere un Piano Urbanistico Generale di nuova fattura quale è quello di Monopoli, esercitando un potere costruttivo-distruttivo e buttando alle ortiche i costi sostenuti dalle precedenti amministrazioni, le competenze del professor Oliva e il lavoro di tutti i progettisti che lo hanno affiancato e ignorando totalmente la presenza di aree residenziali non ancora utilizzate”. Gli otto consiglieri di opposizione ritengono “sconveniente, inopportuno e imbarazzante che 13 consiglieri di maggioranza promuovano un’aggressione al territorio con una cementificazione di tale portata che coinvolge pezzi importanti dell’amministrazione per la loro vicinanza a taluni tecnici e società legati a potenti lobby, non solo del mattone”. “Quando si gioca d’azzardo sul territorio e sulle persone che lo abitano – si sottolinea nel comunicato - affiorano tante conseguenze quasi mai a vantaggio dell’interesse pubblico. Nascondersi dietro la liceità di questo ennesimo provvedimento non cancella le implicazioni etiche di chi governa la cosa pubblica”.