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Il Pd sulla sentenza della Consulta per il Piano Casa: Regione Puglia e comune di Monopoli agiscano di conseguenza

I ‘dem’ monopolitani ricordano le iniziative, svolte con gli altri partiti di opposizione, per non adeguarsi alle direttive regionali  

Sia la Regione Puglia che l’amministrazione comunale di Monopoli pongano rimedi al Piano Casa riformulandolo con i paletti posti dalla Corte Costituzionale che ha bocciato per illegittimità due articoli della Legge regionale: è questa la posizione assunta dalla sezione cittadina del Partito Democratico che, si legge in una nota, si è preso un po’ di tempo per commentare la sentenza della Consulta ed evitare “letture frettolose, fuorvianti e faziose”. Sottolineata l’ostinazione della Regione Puglia nel voler “estendere le norme del Piano Casa fino a diventare l’unica alternativa ad ogni forma di pianificazione”, il Pd monopolitano punta l’indice contro il governo locale di centrodestra che “avrebbe potuto e dovuto evitare qualsiasi conseguenza negativa di una bocciatura della versione pugliese del Piano Casa, del resto largamente annunciata e prevedibile, alla luce delle numerose pronunce del T.A.R., su cui abbiamo innestato, insieme alle altre forze politiche di opposizione, una proposta di emendamento alla legge regionale, una proposta di emendamento del regolamento comunale applicativo della norma regionale e, persino, diffide al dirigente all’Urbanistica del comune di Monopoli a non rilasciare permessi di costruire rispetto ai progetti di Piano Casa presentati”. Il Pd ricorda di aver promosso “incontri e confronti tra diverse forze politiche, alla presenza di referenti politici regionali”. “Tutto questo – afferma il Partito Democratico - avrebbe potuto e dovuto indurre l’amministrazione comunale ad una seria riflessione che, probabilmente, avrebbe evitato di illudere tanti cittadini, allettare molti imprenditori e prestare il fianco ad uno scenario dai contorni alquanto incerti e problematici”. “E l’amministrazione comunale – si aggiunge nella nota - non avrebbe riscontrato particolari difficoltà in questa iniziativa, in ragione dell’esistenza di uno strumento urbanistico, il nostro P.U.G. che ha rappresentato, in questo ultimo decennio, il punto di forza e il volano per una città che è cresciuta, che ha realizzato servizi, che ha introitato enormi risorse a titolo di oneri e che ha garantito lavoro alle imprese e a migliaia di lavoratori”.