Lega e ‘slegati’: il segretario Barletta contro gli ex Leggiero e Rotondo, due consiglieri comunali da premio “oscar delle menzogne e infamità”

Dura presa di posizione del fondatore, insieme all’assessore Pennetti, del partito di Salvini a Monopoli 

 

Un comunicato stampa al vetriolo quello inviato agli organi di informazione il segretario e consigliere comunale della Lega di Monopoli Piero Barletta che risponde, dopo mesi di silenzio, alle “continue infamità” cui è stato oggetto da parte di Antonio Rotondo e Franco Leggiero, due da premio “oscar delle menzogne” appena dimessisi dallo stesso partito ed entrati a far parte del Gruppo Misto perché in rotta di collisione con lo stesso Barletta e con i vertici provinciali, regionali e con l’ex vice premier Salvini per alcune scelte fatte in Puglia e nella stessa città monopolitana. Barletta dice di essere “felice della vostra fuoriuscita dal partito perchè non avete mai dimostrato di avere quei valori che caratterizzano soprattutto i militanti del partito, siete stati sempre a mugugnare, a criticare l'operato dei nostri vertici provinciali e regionali attuali, perchè i precedenti, cioè coloro che vi hanno fatto entrare, sono stati esautorati dall'incarico direttamente dal nostro premier Salvini, perchè rimproverava loro di aver fatto entrare nella Lega di tutto e di più (per non dire altro) venendo meno alle sue raccomandazioni e voi ne siete l’esempio lampante”. “Sono convinto – continua Barletta nel comunicato - che avete aderito alla Lega di Monopoli perchè non siete riusciti ad ottenere poltrone nei vostri partiti, date giustamente ai primi eletti delle liste (Patto con la Città per Leggiero e Forza Italia per Rotondo, n.d.d.) e soltanto quando vi siete resi conto della formazione della Giunta e dell'elezione del Presidente del Consiglio, a quel punto non c'era più trippa per gatti”. Dopo aver spiegato i motivi dell’adesione alla Lega che, sostanzialmente stanno nei rispettivi tornaconti personali, Barletta passa ad esaminare la questione del suo voto all’elezione del Consiglio della Città Metropolitana di Bari nell’ottobre dello scorso anno sul quale Leggiero continua a raccontare “menzogne” affermando di aver dato la preferenza al consigliere comunale Feliciano Indiveri del Pd anziché allo stesso Leggiero, allora già passato nella Lega (poi entrambi risultati eletti). In realtà Barletta confessa che quel voto lo ha dato a Fabio Romito (sempre della Lega) e non a Leggiero perché in un messaggio ricevuto la sera antecedente alla votazione “mi si imponevano le modalità di scrittura del nome e cognome del candidato da votare: Leggiero”. “E' stata per me una enorme mancanza di fiducia – sottolinea il segretario leghista - sono stato sempre libero nelle mie scelte, non ho mai subito forzature e quindi scelsi di votare, liberamente, il candidato di partito della Lega e cioè Fabio Romito, avvisandolo subito dopo il voto. Non mi pento di questa scelta anzi, alla luce di come sono andate le cose, è stata la soluzione migliore”. Terza questione sulla quale fa luce Barletta, accusato dai due ormai ‘slegati’ Rotondo e Leggiero di tutelare la sua persona. “Questa – specifica Barletta - è una ulteriore menzogna perchè io al partito non ho mai chiesto niente. Ho fatto il capogruppo perchè ho avuto il coraggio insieme ad Angela Pennetti di fare la Lista Lega, fortunatamente sono stato eletto e ho anche rinunciato alla carica di assessore per dare spazio a colei che ha creduto sempre nel progetto”. Barletta ricorda anche la “pugnalata alle spalle” subita quando è stato destituito dalla carica di capogruppo a favore di Giuseppe Campanelli, che, rimarca Barletta,  “a differenza vostra sa fare politica” e ricorda pure la nomina di segretario ricevuta dai vertici provinciali e regionali del partito dopo “la porcata fatta in occasione della presentazione della Lista all’elezione del Consiglio della Città Metropolitana di Bari”. Il finale del comunicato è un po' criptico: “io forse sbaglio perchè sono e sarò sempre libero di scegliere e prendere decisioni, voi invece continuerete a sbagliare perché vincolati da un burattinaio a cui dovete dar conto e che tenta di ritornare a galla muovendo i fili a suo piacimento. Mi accusate di essere ossessionato dalla candidatura regionale di uno di voi. State sereni, anzi vi invito a farlo perché sono curioso di vedere in quale altro partito andrete alla ricerca di poltrone. Ne vedremo delle belle alle regionali”.(redazione)

 

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Fin qui la sintesi del comunicato ma è doveroso puntualizzare da parte nostra che la sfiducia al capogruppo Barletta oltre che da Rotondo e Leggiero fu appoggiata e sottoscritta anche dallo stesso Campanelli e da Vincenzo Laneve, entrambi eletti nelle file del ‘Patto con la Città’ e convogliati nella Lega insieme agli ormai due ex. Sia Campanelli che Laneve non hanno inteso seguire le orme dei due ‘slegati’ e al momento restano nel partito di Salvini. Perché sanno “fare politica” come dice Barletta? (N.S.)