
Il circolo cittadino di Sinistra Italiana-Avs ed il Movimento ‘Manisporche’, rappresentato in consiglio comunale da Angelo Papio e Mariangela Mastronardi, prendono nuovamente posizione sulla vicenda dell’oleodotto che la società ‘Magazzini Generali’ del Gruppo Marseglia intende realizzare partendo dalla zona industriale fino all’esterno del Molo di Tramontana del porto di Monopoli per un tragitto di circa tre chilometri. La società ha presentato il progetto nella giornata di venerdì scorso 7 agosto in municipio alla sola presenza dei consiglieri comunali, avvisati un paio di giorni prima con un WhatsApp. “Un invito informale all’ultimo minuto – sottolineano i due partiti – con l’assenza totale di verbali o registrazioni e il coinvolgimento ristretto ai soli Consiglieri comunali con l’esclusione di cittadinanza, comitati e forze sociali”: insomma, non si può parlare di “iter partecipativo”. Nella nota diramata alla stampa, Si e Manisporche affermano che durante l’incontro avrebbero gradito che il sindaco Annese avesse rivolto cinque domande al Gruppo Marseglia. Di seguito le cinque domande:
- Il ‘sovraccarico’ industriale di Monopoli: Una comunità di 50mila abitanti ha dimostrato in passato ospitalità e disponibilità, tollerando già sul proprio territorio tre inceneritori (due a biomasse liquide e uno a biomasse solide) e due raffinerie (una di oli vegetali e una di biodiesel). Perché mai oggi dovrebbe accettare un sesto impianto per il biogas e un ulteriore, massiccio incremento produttivo?
- I rischi della doppia linea (Sealine e Pipeline): Perché i cittadini dovrebbero accettare i rischi connessi a una conduttura a mare (sealine) a pochi metri dalla costa urbana e di un oleodotto (pipeline) lungo ben 3 chilometri che attraverserà il cuore della città?
- Quale “pubblica utilità” e quale sostenibilità?: Quali reali vantaggi pubblici giustificano il potenziamento di un polo industriale già pesantemente impattante in un territorio che da anni punta su turismo, agricoltura e pesca? E siamo sicuri si tratti davvero di produzioni “bio” per l’intero ciclo produttivo? Rimangono i dubbi sull’enorme consumo e scarico di acqua per le turbine, sullo smaltimento della glicerina in eccesso e sulle emissioni nocive degli inceneritori.
- Logistica fuori misura: È indubbio che il Mediterraneo e la Puglia giochino un ruolo strategico nelle rotte commerciali internazionali. Ma esistono già in Regione porti e aree industriali attrezzate per questa funzione. Cosa c’entra Monopoli? Perché forzare una vocazione innaturale, rischiosa e fuori scala per la nostra portualità?
- La memoria storica dimenticata e il fantasma della “Cervina”: 80 anni fa Monopoli fu liberata dal rischio di ospitare la “Cervina”, un deposito militare carburanti tra i più grandi d’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale (allora mimetizzato tra gli ulivi), che rese la città bersaglio di bombardamenti aerei mirati. Oggi, il nuovo progetto di Magazzini Generali Italiani prevede la realizzazione di 21 serbatoi di stoccaggio (con una capienza complessiva di 90mila metri cubi) confinanti proprio con i terreni di quella ex base militare (della cui bonifica deve occuparsi il Ministero così come della successiva alienazione)”.
Invece non è accaduto nulla. “Alle forti e legittime preoccupazioni già espresse riguardo al nuovo deposito carburanti in corso di costruzione – prosegue la nota – si unisce il timore concreto legato alla vicinanza del vecchio impianto militare di stoccaggio. La compresenza di queste due strutture, infatti, rischia di dar vita a un possibile polo energetico e di stoccaggio di dimensioni imponenti e sproporzionate rispetto alle economie dei luoghi, aumentando in modo esponenziale, direttamente e indirettamente, i fattori di rischio per il territorio, l’ambiente e la sicurezza della Comunità locale”. Il comunicato si conclude con altri due interrogativi: “Perché un territorio vocato all’agricoltura di pregio, alla piccola/media industria e al turismo di qualità deve trasformarsi in un hub energetico? Perché strappare una comunità alla sua storia e alla sua peculiarità di vita ancora a dimensione umana?”