
Sulla vicenda dell’oleodotto da realizzare a Monopoli si registrano nelle ultime ore quattro fatti importanti: una riunione dei partiti di maggioranza avvenuta nel pomeriggio di lunedì 7 settembre, un post sui social del sindaco Angelo Annese, una nota dell’Amministrazione comunale ed un comunicato stampa del Partito Democratico.
La riunione di maggioranza. Dalla riunione è venuta fuori una proposta che verrà illustrata ai Magazzini Generali Italiani del Gruppo Marseglia, titolari del progetto, nel corso di un incontro fissato per giovedì 10 settembre al quale parteciperanno un rappresentante di ciascun partito di maggioranza. La proposta consiste nella cancellazione del campo boe all’esterno del Molo di Tramontana e con essa anche la realizzazione delle condotte sottomarine (le cosiddette ‘sealine’). In pratica, nel porto entreranno le navi cisterna contenenti biocarburanti, oli vegetali e derivati che, attraverso le condotte interrate (le ‘pipeline’), verranno scaricati nel deposito della zona industriale, sede della società Magazzini Generali Italiani.
Il post del sindaco. “Sul progetto dell’oleodotto voglio essere molto chiaro: non abbiamo nessun pregiudizio ma non faremo nemmeno sconti a nessuno”: così inizia il post sui social Angelo Annese, che poi prosegue: “Stiamo studiando il progetto in ogni suo aspetto, insieme alla maggioranza e ai gruppi consiliari, affinché non comporti conseguenze negative sul nostro territorio, sull’ambiente, sul turismo e sul futuro economico della città. Io non credo nei ‘no’ ideologici e non credo nemmeno nello sviluppo a qualunque costo. Credo in una città che vuole crescere, creare lavoro e rafforzare il proprio tessuto produttivo ma senza mettere in discussione ciò che la rende unica. Per questo siamo disponibili a confrontarci, a proporre modifiche e a chiedere tutte le garanzie necessarie. Alla fine non conteranno le polemiche né le posizioni prese a prescindere. Conterà una cosa sola: poter dire di aver fatto la scelta giusta”.
Nota dell’Amministrazione Comunale. Più o meno dello stesso tenore il contenuto della nota diramata dall’Ufficio Stampa del comune. “Nessun pregiudizio, ma nessuno sconto” è la sintesi dell’Amministrazione Comunale che sta facendo “una valutazione attenta ma la priorità è tutelare ambiente, turismo e il futuro dei cittadini”. “Nella piena consapevolezza che si tratta di un intervento importante, destinato ad avere conseguenze sul territorio e sul suo tessuto economico e ambientale – è scritto – prima di assumere qualsiasi posizione politica, si stanno approfondendo tutti gli aspetti del progetto per capire se e in che misura possa rappresentare una reale opportunità per la città. È vero che nei giorni scorsi sono arrivati i pareri tecnici, ma è importante chiarire che la valutazione che stiamo portando avanti in questa fase è una valutazione politica, che prescinde e si distingue da quella esclusivamente tecnica. In questa fase tutti i gruppi consiliari stanno portando il proprio contributo, avanzando proposte e suggerimenti. Questo confronto rappresenta un elemento positivo, perché su una questione così rilevante è necessario mettere insieme idee e sensibilità diverse, con l’obiettivo comune di individuare la soluzione migliore per la città. L’obiettivo resta quello di tutelare i cittadini, il territorio e le sue peculiarità”.
La proposta di consiglio comunale del Pd. Il Partito Democratico insiste nella convocazione di un consiglio comunale monotematico, dopo aver presentato le ultime osservazioni e dopo una approfondita riflessione interna alla sua segreteria. “Invece di inseguire la quinta firma necessaria per presentare una richiesta di convocazione del Consiglio comunale – scrive la consigliera comunale Silvia Contento – il Pd ha deciso di mettere a disposizione di tutti i consiglieri comunali, indipendentemente dalla loro appartenenza, ma anche di tutte le forze politiche, delle associazioni e dei cittadini una proposta di richiesta di Consiglio monotematico che non reca firme di partenza, non ha il simbolo di un partito e non rivendica alcuna paternità politica. È un documento che mettiamo sul tavolo e che chiediamo alla città e alla politica di fare proprio. Perché riteniamo che una questione di questa portata debba essere più grande delle singole appartenenze”. Nella nota si ricorda tutti i tentativi fatti, anche insieme agli altri partiti di opposizione, perché la città fosse informata e coinvolta nella questione sollecitando anche la convocazione di un consiglio comunale monotematico. Tutto è risultato vano pure per alcune incomprensioni (che il Pd non cita espressamente ma che sono avvenute recentemente) all’interno dei consiglieri di opposizione. Di qui la decisione “di mettere a disposizione una proposta senza firme di partenza e senza simboli di partito. Una proposta che può essere fatta propria da tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, dalle forze politiche, dalle associazioni e, più in generale, da tutti quei cittadini che ritengono necessario che il Consiglio comunale si riunisca e discuta pubblicamente del futuro della nostra città”. “Oggi è Monopoli che chiede di discutere – si conclude il comunicato – e noi vogliamo semplicemente dare voce a questa richiesta”.