Caso Scisci: 19 realtà antifasciste di Monopoli presentano esposto al prefetto di Bari

Si chiede la rimozione dalla carica di vice presidente del consiglio comunale

C’è un esposto presentato da diciannove realtà antifasciste di Monopoli al Prefetto di Bari Francesco Russo per il “comportamento incompatibile con la carica di vicepresidente del consiglio comunale” occupata da Alessandro Scisci. Copia dell’esposto è stata inviata per conoscenza al sindaco Angelo Annese, al presidente del consiglio comunale Aldo Zazzera e all’Osservatorio Regionale sui Neofascismi della Puglia coordinato dalla dott.ssa Antonella Morga. L’iniziativa, riporta un comunicato stampa dei firmatari delle 19 realtà monopolitane tra associazioni, sindacati, movimenti e forze politiche, fa seguito al post pubblicato dal consigliere Scisci, eletto nelle file di Monopoli al Centro, sul proprio profilo Facebook il 25 aprile 2026, in occasione dell’81° Anniversario della Liberazione: il messaggio “Oggi io non ho nulla da festeggiare” era accompagnato dalle note di “Faccetta Nera”, canzone-simbolo della propaganda coloniale e razzista del regime fascista. Il caso era stato poi preso in considerazione dai consiglieri comunali di opposizione, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, che ne avevano chiesto le dimissioni dalla carica di vice presidente. Scisci, che non si è dimesso, nel rispondere aveva definito il post “una provocazione” e il 25 aprile “una festa di parte”, parole che per i firmatari dell’esposto, anziché “ridimensionare l’episodio ne hanno, al contrario, confermato la matrice ideologica”. “Il cuore dell’esposto – aggiungono – è proprio la questione dell’incompatibilità istituzionale del comportamento del vicepresidente con la carica ricoperta. Nel documento si sottolinea che non è in discussione la libertà di parola del privato cittadino Scisci, tutelata dall’art. 21 della Costituzione, ma la posizione di chi, ricoprendo un ruolo di garanzia all’interno dell’organo rappresentativo della città, è tenuto al rispetto dei doveri di «disciplina e onore» previsti dall’art. 54 della Carta”. Di qui la richiesta di intervento da parte del prefetto sul comportamento di Scisci, ritenuto incompatibile con la carica rivestita.