
La consigliera comunale di ‘Manisporche’, Mariangela Mastronardi torna a parlare sulla vicenda della chiusura del centro diurno per soggetti autistici ‘La Fiamma sul Ghiaccio’ di Contrada San Bartolomeo, inaugurato dieci mesi fa, sottolineando alcuni errori commessi ma proponendo anche alcune soluzioni per la riattivazione del servizio nella stessa struttura o, ipotesi più conveniente, in alcuni spazi del vecchio ospedale San Giacomo di Monopoli.
Gli errori e le responsabilità. Tra gli errori commessi, secondo la consigliera comunale d’opposizione, c’è l’ubicazione della struttura nell’agro che non permette “lo sviluppo dell’autonomia sociale e la progressiva inclusione nella vita di comunità”. “Risulta evidente – continua – come la dimensione isolata dell’agro monopolitano renda difficile costruire efficaci percorsi relazionali di quartiere e di città. Non a caso, diverse famiglie del territorio continuano a preferire strutture private specializzate fuori dal nostro comune (come quelle gestite da associazioni di genitori a Bari) pur di garantire ai propri figli risposte realmente adeguate”. E poi ci sono le responsabilità dell’Amministrazione comunale di Monopoli e del sindaco Angelo Annese che, a parere di Mastronardi, scarica le colpe sulla Regione Puglia e sull’Asl Bari.
Le proposte e l’ipotesi ospedale San Giacomo. La chiusura del centro e l’imminente risoluzione contrattuale impongono di fermare la propaganda e di lavorare a soluzioni concrete per i 20 posti previsti. Ecco le proposte: “1) La richiesta di un incontro urgente a Regione Puglia e ASL Bari per rimodulare la copertura finanziaria, rivedere i parametri d’organico ed evitare che le spese di gestione gravino in modo insostenibile sugli enti o sui gestori; 2) La convocazione immediata di un tavolo dell’Ambito Sociale di Zona, aperto ai saperi competenti della sanità e della scuola, con il coinvolgimento reale e non di facciata delle associazioni dei genitori e delle famiglie, raccogliendo le esigenze concrete di continuità e dignità assistenziale prima di imboccare nuove strade burocratiche; 3) Una valutazione coraggiosa sulla destinazione e sul modello di gestione: se la struttura in campagna non consente un’adeguata integrazione sociale per determinati livelli di disabilità, si abbia il coraggio politico di ripensare complessivamente la governance del centro, puntando anche a un’integrazione diretta dei servizi sanitari ASL per non disperdere le alte professionalità coinvolte. Una preziosa opportunità, in questo senso, potrebbe essere offerta dal recentissimo trasferimento dell’ospedale San Giacomo nella nuova sede che, non solo ha liberato ingentii spazi nel centro di Monopoli, ma la sua nuova vocazione è senz’altro riferibile proprio ai servizi sanitari territoriali dei quali vi è tanto bisogno. I ragazzi autistici e le loro famiglie non sono una bandiera politica da sventolare. È il momento della trasparenza, dell’assunzione di responsabilità e di un progetto di ampio respiro che dia garanzie concrete di lungo periodo”.