
Non si sono fatte attendere le reazioni dopo il No all’oleodotto pronunciato dal sindaco di Monopoli Angelo Annese, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale da lui guidata, nel corso di una conferenza stampa convocata d’urgenza nella serata di giovedì 10 settembre a Palazzo di Città. A prendere posizione il Comitato ‘Salviamo Monopoli e il Mare’, che conferma l’assemblea cittadina in programma giovedì 17 settembre alle ore 19,30 in piazza XX Settembre, poi Sinistra Italiana-Avs, che ha depositato in Parlamento una interpellanza che porta la firma dell’onorevole Elisabetta Piccolotti, e la sezione cittadina del Partito Democratico che insiste nella convocazione di un consiglio comunale monotematico sulla vicenda.
Il Comitato. Nella nota, il Comitato ‘Salviamo Monopoli e il Mare’ viene evidenziato il “voltafaccia di Annese’ che nel giro di 48 ore è passato “dalla ricerca di un compromesso alla contrarietà assoluta. Quali nuovi studi sono arrivati? Quali dati ambientali o sanitari hanno improvvisamente cambiato il giudizio dell’Amministrazione? Oppure è stata finalmente ascoltata quella mobilitazione cittadina che per settimane è stata ignorata, minimizzata o descritta come allarmismo? A nostro giudizio, questo è il punto più evidente dell’ipocrisia politica di questa vicenda: quando i cittadini chiedevano trasparenza, il progetto era un’opportunità; quando tecnici, associazioni e Comitato sollevavano criticità, venivano evocati i ‘no ideologici’; quando la piazza ha cominciato a riempirsi, il sindaco ha improvvisamente scoperto che «il mare è il nostro futuro». Ma soprattutto, questo ‘no’ dell’ultima ora, da solo, non ferma nulla. Il portale del MASE continua a indicare la procedura di VIA in fase di istruttoria tecnica, mentre il termine della quarta consultazione pubblica è scaduto il 29 agosto 2026. Proprio nella fase in cui il Comune avrebbe potuto assumere una posizione istituzionale netta, dagli uffici comunali competenti sono arrivati pareri tecnici favorevoli per i rispettivi profili, compreso quello dell’Area Ambiente firmato dal dirigente Donato Lamacchia, favorevole con prescrizioni, e quello dell’Area Urbanistica diretta da Amedeo D’Onghia. Perciò le domande sono semplici: il Comune ha trasmesso formalmente al MASE la propria contrarietà? Ha chiesto il rigetto del progetto? I precedenti pareri favorevoli sono stati ritirati o sostituiti? Esiste un atto amministrativo oppure, al momento, esiste soltanto un comunicato stampa? Una dichiarazione politica può avere importanza, ma non cancella automaticamente gli atti già depositati e non interrompe una VIA ancora aperta. Senza un atto formale trasmesso al Ministero e senza il ritiro dei pareri precedenti, quello annunciato oggi appare come un ‘no’ di facciata, tardivo e arrivato soltanto dopo la forte mobilitazione della città”. Di qui l’invito alla cittadinanza a partecipare all’assemblea cittadina del 17 settembre in piazza XX Settembre che, ora, diventa sempre più importante perché “il procedimento non è chiuso, il progetto non è stato respinto e le contraddizioni dell’Amministrazione restano tutte sul tavolo anche se da oggi, a quanto pare, anche l’Amministrazione è dalla nostra parte”.
Sinistra Italiana – AVS. Il comunicato stampa porta la firma del segretario provinciale Mimmo Ferrante e di quello cittadino, Domenico Sampietro. Entrambi, nell’esprimere ferma contrarietà al progetto relativo al nuovo campo boe per navi cisterna di biocarburanti e oli vegetali, comprensivo di sealine e pipeline collegate al deposito costiero della zona industriale di Monopoli, annunciano che l’onorevole Elisabetta Piccolotti ha presentato in Parlamento un’interpellanza affinchè “siano chiarite fino in fondo le criticità ambientali e procedurali emerse nell’iter di Valutazione di Impatto Ambientale”. Poi viene posto in risalto una questione procedurale di estrema rilevanza. Il deposito costiero, articolato in 21 serbatoi per una capacità totale di circa 89.000 m³, ha ottenuto il via libera nel luglio 2024 tramite Autorizzazione Unica ZES ed è attualmente in fase di cantiere. Diversamente, le infrastrutture connesse — campo boe, sealine e pipeline — risultano oggi oggetto di una distinta procedura di VIA. “Attraverso l’iniziativa parlamentare – scrivono i due segretari – sollecitiamo il Ministero ad accertare la connessione funzionale e finalistica tra le componenti. Qualora venisse accertato che tali opere costituiscono un unico intervento scisso artificiosamente, la valutazione andrebbe estesa all’intero complesso, con la verifica dei presupposti per il riesame in autotutela dell’Autorizzazione Unica ZES già rilasciata”. Di fronte alle criticità finora emerse, Sinistra Italiana-Avs, “reputa insussistenti i presupposti tecnici e ambientali per la concessione della compatibilità ambientale, auspicando il diniego all’autorizzazione del progetto”.
Partito Democratico. La sezione cittadina del Partito è perentoria: “Annese spieghi in Consiglio quando e perché ha cambiato posizione”. “Sull’oleodotto – prosegue la nota – il sindaco Annese sembra aver scelto una singolare modalità di amministrare: prima lascia parlare gli atti, poi lascia scadere i termini della procedura e infine convoca una conferenza stampa per annunciare alla città la posizione politica dell’Amministrazione. Il problema è che gli atti raccontano una storia diversa da quella che oggi il sindaco vorrebbe consegnare alla città. Il 28 agosto il Comune di Monopoli, attraverso l’Area Organizzativa IV – Ambiente, Ecologia e Paesaggio, ha trasmesso agli enti competenti un parere favorevole sul progetto dell’oleodotto, del campo boe e dei collegamenti sottomarini e terrestri, indicando al contempo una serie di condizioni e aspetti ancora da approfondire. Il 29 agosto è scaduto il termine della consultazione pubblica. E l’8 settembre, quando ormai quel termine era scaduto, la stessa Amministrazione comunicava che il progetto era ancora in fase di valutazione e che, prima di assumere una posizione politica, intendeva approfondirne tutti gli aspetti. Poi, improvvisamente, ieri sera arriva il “no” del sindaco. Quando è cambiata la posizione dell’Amministrazione? È questa la domanda alla quale Annese deve rispondere. Se il Comune era già contrario, perché ha trasmesso un parere favorevole? Se invece, come dichiarato l’8 settembre, la posizione politica doveva ancora essere definita, quali elementi nuovi sono emersi nel frattempo? E soprattutto: perché una questione così importante per il porto, il mare, la costa e il futuro del territorio non è stata affrontata tempestivamente in Consiglio comunale”? Domande che naturalmente attendono le risposte da dare in consiglio comunale.