Erosione costiera, la polemica continua tra maggioranza ed opposizione: Suma replica a Piepoli che poi ribatte

Il segretario del Pd: meno propaganda, più responsabilità. Il capogruppo di ‘Monopoli Presente’: pronti ad un confronto pubblico o in consiglio comunale

Sul problema dell’erosione costiera non si placa la polemica tra maggioranza ed opposizione a Monopoli. Ad innescarla è stata Silvia Contento, consigliera comunale del Partito Democratico (vedi articolo sul nostro sito), che aveva sollecitato l’amministrazione comunale a muoversi con urgenza per non perdere i finanziamenti messi a disposizione dalla Regione Puglia. Le ha risposto il capogruppo di ‘Monopoli Presente’, Giacomo Piepoli (vedi altro articolo sul sito) che ha rilevato come siano pochi i fondi (26,4 milioni di euro) messi a disposizione dalla Regione Puglia per tutti         i 67 comuni pugliesi, distraendoli da un bando per la falesia alta. E’ di oggi la replica a Piepoli del segretario cittadino del Partito Democratico, Michele Suma, al quale ha prontamente ribattuto lo stesso capogruppo di ‘Monopoli Presente’.

La nota di Suma. Leggiamo con interesse l’intervento del consigliere Giacomo Piepoli, improvvisamente trasformatosi nel massimo esperto di tutela costiera, governance del litorale e difesa delle imprese balneari. Una conversione tanto tardiva quanto curiosa, soprattutto dopo vent’anni di governo cittadino del centrodestra durante i quali Monopoli è rimasta senza Piano Comunale delle Coste, senza una strategia organica di contrasto all’erosione e senza alcuna visione strutturale sul futuro del litorale. Non fa per nulla sorridere (anzi, fa politicamente piangere) che oggi si accusi il Partito Democratico di ‘dire sempre no’, quando la realtà racconta esattamente il contrario: è stata la Regione Puglia, guidata dal centrosinistra, a mettere sul tavolo 26,4 milioni di euro per la mitigazione del rischio costiero, assegnando circa 4 milioni all’area metropolitana barese, Monopoli compresa. Risorse vere, atti concreti, coordinamento istituzionale reale. Altro che slogan! Colpisce inoltre la superficialità con cui Piepoli affronta perfino i numeri. Nel suo attacco al PD confonde volutamente – o, peggio, inconsapevolmente – l’intera costa pugliese con il finanziamento destinato ai soli comuni della costa bassa barese: la nota inviata dal sindaco metropolitano Vito Leccese per illustrare modalità e tempi della procedura regionale riguarda i Comuni di Bari, Giovinazzo, Mola di Bari, Molfetta, Monopoli e Polignano a Mare, specificando la quota assegnata pari a circa 4 milioni (fonte ANSA, che manco questa Piepoli ha tempo di leggere!). Un errore grossolano che dimostra come l’urgenza di difendere politicamente l’indifendibile abbia superato persino la corretta lettura degli atti amministrativi. Ma il punto politico resta un altro. Chi governa Monopoli da due decenni oggi non può permettersi di impartire lezioni sulla tutela della costa. Perché mentre il mare avanzava, la costa arretrava e le falesie si sgretolavano, l’amministrazione comunale è rimasta sostanzialmente immobile. Siamo ancora senza un Piano Comunale delle Coste approvato. Siamo a un anno dalla scadenza delle concessioni legate alla direttiva Bolkestein e non esiste nemmeno una bozza pubblica di bando per dare certezze agli operatori balneari che oggi il centrodestra finge di voler difendere. Altro che “sentinelle del territorio”: le imprese locali sono state lasciate per anni nell’incertezza amministrativa. Nel frattempo: a Portavecchia si annunciano lavori conclusi, però senza che sia ancora operativa la barriera soffolta di protezione a mare; la costa continua a perdere metri, senza che siano stati realizzati veri interventi strutturali di mitigazione del rischio idrogeologico; si sono spesi soldi pubblici in ripascimenti temporanei, dissolti nel giro di pochi mesi; perfino il tema delicatissimo dell’oleodotto e del campo boe è stato affrontato senza un reale coinvolgimento pubblico della città e degli stessi operatori turistici e balneari, evocati oggi a convenienza. La verità è semplice: il centrodestra monopolitano arriva sempre dopo. Dopo i problemi. Dopo le emergenze. Dopo i finanziamenti regionali. E spesso anche dopo aver perso occasioni importanti per incapacità programmatoria. Noi continuiamo invece a sostenere una linea chiara: servono pianificazione, competenza amministrativa, progettazione seria e collaborazione istituzionale. La difesa della costa non può essere affrontata con comunicati muscolari o polemiche improvvisate, ma con atti concreti e capacità di governo. Il Partito Democratico continuerà a vigilare affinché Monopoli non perda neppure un euro delle risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia e dalla Città Metropolitana, guidate dal Partito Democratico. E continuerà a chiedere ciò che in questi anni è mancato: una politica capace di guardare oltre la propaganda e assumersi finalmente la responsabilità del futuro della città.

La contro replica di Piepoli.  Prendiamo atto con vivo stupore e un politico pizzico di sana invidia che, secondo il PD di Monopoli, i comuni pugliesi governati dalla sinistra godrebbero di una straordinaria immunità ecologica: lì non esistono crolli di falesie, l’aumento globale delle temperature si ferma ai confini comunali e l’innalzamento del livello del mare è magicamente sospeso per delibera di partito! Se davvero la tessera del PD garantisce questo scudo termodinamico e geologico, vi preghiamo di darcene formalmente contezza, così la distribuiamo a tutti i balneari e ai cittadini pugliesi. Il problema è che governare i processi di una città complessa come Monopoli è una cosa seria: richiede competenze, programmazione e profonda conoscenza delle leggi. Non è fare l’influencer sui social. La stagione del “Ferragni docet”, dove basta un bel post o uno slogan a effetto per far finta di aver risolto un problema strutturale, a Monopoli non attacca. Ci fa comunque molto piacere notare che il segretario cittadino del PD, dopo essersi occupato quasi esclusivamente negli ultimi vent’anni del Sud Est Festival e delle iniziative promosse dalla sua associazione, si sia improvvisamente ricordato che fuori dal perimetro di quel festival esiste una città vera, con dinamiche complesse che vanno ben oltre la gestione di un evento culturale. Benvenuto nella realtà! Peccato, però, che non ci sia proprio nulla di positivo da aspettarsi dal Partito Democratico. L’unico vero strumento programmatico che sono in grado di attuare, come dimostrano a livello barese e regionale, è vessare i cittadini pugliesi mettendo le mani nelle loro tasche aumentando l’addizionale IRPEF. Con l’aggravante che questo pesante aumento delle tasse serve esclusivamente a coprire le voragini del bilancio regionale provocate dalla loro totale incapacità di programmare, pianificare e gestire il sistema sanitario pugliese. Chi distrugge la sanità pubblica e poi tassa i cittadini per tappare i propri buchi non ha alcuna credibilità per parlare di programmazione del territorio. Diciamo pure al segretario che i numeri della delibera regionale sulla costa sono fin troppo chiari e confermano questo identico modus operandi: parliamo di appena 26,4 milioni di euro per tutti i comuni costieri pugliesi, di cui solo 4 milioni di euro sono destinati all’intera Città Metropolitana di Bari. Il PD esulta per queste cifre dimostrando, purtroppo, di non aver nemmeno letto o compreso l’atto che difende a spada tratta. Quei 4 milioni, a ben vedere i criteri di ammissibilità della misura FESR, per la natura dello stanziamento e per i tempi imposti, sono destinati alla mera progettazione e alle attività propedeutiche, non certo alla realizzazione delle opere strutturali di consolidamento. Siamo di fronte alla fiera della propaganda: si spendono soldi per produrre carta (progetti) che rischia di rimanere nei cassetti, mentre le falesie continuano a franare. Finanziare studi di fattibilità a ridosso delle scadenze europee solo per non perdere i fondi non è “salvare la costa”, è fare melina burocratica. A dirlo è facile, a farlo è maledettamente complesso. Ricordiamoci che in Italia, per muovere una sola pietra nelle aree a valenza paesaggistica, ambientale e demaniale, l’iter è quasi impossibile tra pareri, veti e lungaggini. Proprio per questo il tema della tutela costiera non può essere scaricato sulle spalle dei singoli Comuni, lasciandoli soli a rincorrere scadenze perentorie. La verità è che serve l’autorevolezza dell’Ente Regionale: quello che serve davvero è la costruzione di una Cabina di Regia Regionale permanente – se non addirittura la nomina di un Commissario Straordinario – che metta intorno allo stesso tavolo il mondo accademico, i Ministeri e le Soprintendenze. Solo un soggetto con una simile forza istituzionale può indicare la via, sbloccare i nodi burocratici e dialogare a tutti i livelli con le altre istituzioni per difendere la costa e proteggere le imprese balneari. Quando il PD di Monopoli vorrà fare un consiglio comunale straordinario o un confronto pubblico sui dati reali della contabilità regionale, sui ritardi della programmazione FESR e sulla reale governance del territorio, noi siamo pronti. Nel frattempo, consigliamo una lettura più attenta dei bollettini ufficiali della Regione Puglia, giusto per evitare di confondere un rendering geometrico con un’opera pubblica completata.