Il Comitato ‘Salviamo Monopoli e il Mare’: un cartello che dice più di mille dichiarazioni

Tra i progettisti del deposito serbatoi c’è l’ingegnere Pasqualone, segretario di ‘Monopoli al Centro’

Un’altra presa di posizione del Comitato ‘Salviamo Monopoli e il Mare’ dopo l’annuncio del sindaco Angelo Annese che, insieme alla sua maggioranza di centrodestra, ha respinto in toto il progetto di realizzazione dell’oleodotto, presentato dai Magazzini Generali Italiani del Gruppo Marseglia, che prevede un campo boe per l’ormeggio di navi cisterna all’esterno del molo di Tramontana del porto, condutture sottomarine (sealine) e interrate per il trasferimento di biocarburanti, oli vegetali e derivati nei 21 serbatoi da 90 mila metri cubi, ubicati nella zona industriale e già in fase di realizzazione attraverso una procedura ministeriale Zes (Zona economica speciale), mentre il resto del progetto è sottoposto alla procedura di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Nel mirino del Comitato è finito proprio il cartellone (nella foto) che campeggia davanti al cantiere dei serbatoi e che riporta la data d’inizio dei lavori risalente al 3 marzo 2025, mentre l’autorizzazione Zes è datata fine luglio 2024 e, soprattutto, riporta nome e cognome dell’autore del progetto architettonico: l’ingegnere Alberto Pasqualone, che ricopre la carica di segretario di ‘Monopoli al Centro’, il partito di maggioranza relativa in consiglio comunale. Di qui una serie di domande che il Comitato pone al sindaco Annese: “come si può dire No al progetto, se una parte delle infrastrutture collegate risulta già in costruzione”? E poi: “come si concilia la posizione contraria dell’Amministrazione comunale con il fatto che un esponente della maggioranza risulti tra i professionisti coinvolti nel cantiere”? “Qual è esattamente il ruolo del professionista? Qual è il suo rapporto con il cantiere? Quali opere riguardano il suo incarico? E l’Amministrazione era a conoscenza di questo coinvolgimento?”. “Non stiamo formulando accuse – sottolinea nella nota il Comitato – ma stiamo chiedendo trasparenza”. “Perché – aggiunge – se il NO è davvero netto, i cittadini hanno il diritto di capire come questa posizione si concili con le opere già autorizzate e in corso di realizzazione e con gli incarichi professionali eventualmente collegati. Non basta un NO pronunciato davanti alle telecamere. Servono atti concreti, chiarezza e trasparenza. I cittadini non vogliono essere presi in giro. Vogliono sapere. Vogliono capire. Vogliono risposte”.