Il consiglio comunale approva il Documento Unico di Programmazione, ‘Manisporche’ motiva il voto contrario

I consiglieri Papio e Mastronardi: l’Amministrazione Annese è allo stremo

Il consiglio comunale di Monopoli approva a maggioranza il Documento Unico di Programmazione 2027-2029. Voto contrario hanno espresso i due consiglieri di Manisporche-Sinistra Italiana Angelo Papio e Mariangela che in una nota motivano il loro dissenso al provvedimento. “Dietro la propaganda civico-meloniana e i continui tagli del nastro – scrivono i due consiglieri di opposizione – si nasconde un’amministrazione allo stremo: ritardi cronici, azzeramento degli investimenti sul welfare, privatizzazione dei servizi e speculazione edilizia”. Insomma, a loro dire, il “Dup certifica il fallimento politico della Giunta Annese”. “Analizzando gli atti e confrontando la programmazione passata con lo stato attuale – prosegue la nota – emerge la fotografia di una macchina amministrativa paralizzata. La risposta della maggioranza ai propri ritardi non è l’autocritica, ma un trucco contabile: la sistematica rimodulazione. Gli obiettivi non realizzati vengono scivolati comodamente in avanti nel triennio successivo: dall’housing sociale alla regolamentazione sull’edilizia convenzionata, fino alla Casa delle Associazioni alla Casina del Serpente e alle aree fitness. Emblematico è il caso di Portavecchia, trasformata in un’infinita passerella per quattro diverse inaugurazioni e tagli del nastro, tra continui costi aggiuntivi e disagi per la cittadinanza”. C’è poi il crollo delle risorse, insieme a tasse al massimo e tagli ai servizi. Infatti, aggiungono Papio e Mastronardi “si registra un crollo dei trasferimenti correnti che tra il 2026 e il 2027 subiscono un taglio del 29,88%, mentre le entrate in conto capitale crollano di ben il 63,24% (da 48,9 a 17,9 milioni di euro), riducendosi a poco più di 5 milioni nel biennio successivo. Terminata la stagione irripetibile dei fondi PNRR, la capacità d’investimento del Comune è azzerata. Per far quadrare i conti, l’Amministrazione attinge alle tasche delle famiglie, mantenendo al massimo la pressione fiscale (oltre 13,1 milioni di IMU, 11,5 milioni di TARI e 4,9 milioni di addizionale IRPEF), senza alcuna agevolazione o rimodulazione per la fascia media. Le coperture finanziarie poggiano su un Piano Alienazioni fantasma: immobili storici ex scolastici (Petrarolo, Gorgofreddo, Scarciglia) da anni messi in vendita per oltre 2,6 milioni di euro, mai incassati, svuotando il patrimonio pubblico”. Per quanto concerne casa, sanità e territorio, sottolineano, che “la risposta del sindaco e della giunta è il silenzio o l’inadeguatezza: nessun cantiere programmato per l’Edilizia Residenziale Pubblica, nessun fondo vincolato all’housing sociale, mentre le famiglie soffrono il caro-affitti spinto da un turismo monoculturale e deregolamentato; niente risposte o proposte sulla Casa della Salute e più in generale sul futuro del San Giacomo, con i cittadini costretti a intasare il Pronto Soccorso. L’unica idea avanzata dal sindaco sul presidio ‘San Giacomo’ è la realizzazione di un autosilo nel parcheggio. “L’erosione divora le spiagge, ma ci si sveglia solo ad estate inoltrata; il Piano di Zonizzazione Acustica (PZA), nonostante le sentenze del Consiglio di Stato e la consegna dei rilievi, viene sistematicamente insabbiato per non scontentare nessuno, lasciando residenti nel caos e gestori nell’incertezza. Ora sembra che ci sia l’intenzione di fare una conferenza di servizi. La speranza è che in Consiglio non si debba solo procedere a una ratifica di quanto piace a chi governa”. Altro tema oggetto del loro intervento in consiglio comunale: la svendita dei beni comuni e il ‘silenzio complice’ sui temi nazionali. “Dalla gestione dei rifiuti al trasporto pubblico, fino alla piscina, al nuovo asilo nido, alla Biblioteca, al Teatro Radar e al nuovo Palazzetto, l’unica ricetta della destra al governo – affermano i due consiglieri – è l’esternalizzazione e l’appalto a privati, rinunciando a qualsiasi gestione pubblica strategica. A questo si aggiunge un grave silenzio politico sull’Autonomia Differenziata, che penalizzerà drammaticamente il Mezzogiorno, e il pieno sostegno alle politiche di riarmo del Governo centrale, che sottraggono risorse essenziali a scuola, welfare e sanità locale”. “Monopoli – concludono Papio e Mastronardi – merita una visione d’insieme, non un’amministrazione che galleggia dispensando prebende e curando le vetrine. Serve un cambio di paradigma radicale basato su giustizia sociale e sostenibilità ambientale.Il nostro voto al DUP è un no deciso e intransigente ad una gestione che abbandona i cittadini e i beni comuni”.