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Il grido d’allarme di Manisporche e Spazio Civico: no al trasformismo per salvare la politica monopolitana

I consiglieri comunali di opposizione Mastronardi, Papio e Contento prendono spunto dal ‘caso’ Bari per una riflessione

 

I consiglieri comunali Mariangela Mastronardi e Angelo Papio di ‘Manisporche’ e Silvia Contento di ‘Spazio Civico’ prendono spunto dal ‘caso’ Bari per lanciare il grido d’allarme sul trasformismo che sta dilagando nella politica, compresa quella monopolitana. In un comunicato i tre consiglieri, nel riporre massima fiducia nel sindaco Decaro, denunciano “le storture che il sistema eterodosso di acquisizione del consenso (così in auge tra i politici nostrani) producono nella gestione amministrativa”. Il riferimento è allo “strapotere delle liste civiche ‘centriste’, secondo il modello ‘del liberi di essere’, coniato in questi giorni dal presidente Emiliano, che sconquassa con le sue percentuali sovietiche le fondamenta del sistema democratico, zittendo la componente di minoranza e svilendo quel ruolo di controllo, funzionale ed efficace perché i conti tornino, sempre e a vantaggio di tutti”. “Il trasformismo di casa nostra - prosegue la nota - non ha riguardato solo il consigliere che dal Pd (Feliciano Indiveri, ndr) è passato nelle fila di destra del ‘civico’ Pasqualone restando a sinistra nella città metropolitana o le parenti di primo grado, affiliate, con una comunione di intenti, una con la destra e l’altra con la sinistra e il sindacato di riferimento” (la prima è l’assessora Antonella Fiume, l’altra è l’ex consigliera comunale del Pd Cecilia Matera, madre dell’assesora, ndr). Non manca nel comunicato il riferimento al passaggio del consigliere regionale Stefano Lacatena, eletto nelle file di Forza Italia e poi transitato nel gruppo governativo ‘Con’. E non manca neppure la stoccata al governatore pugliese, Michele Emiliano che, secondo i tre consiglieri, alimenta il ‘trasformismo’.