
Secondo le ultime indiscrezioni trapelate dall’Asl Bari, il nuovo ospedale Monopoli-Fasano dovrebbe accogliere i primi pazienti entro la prossima primavera, dopo l’inaugurazione avvenuta nel luglio scorso. Ma il nosocomio è già oggetto di un’inchiesta avviata dalla Procura di Bari in cui sono coinvolte 7 persone (di cui 3 pubblici ufficiali), sottoposte a perquisizione personale, locale e informatica da parte dei finanzieri del Comando Provinciale di Bari.
Mentre nei confronti di una ottava persona è stato emesso un ordine di consegna. I destinatari del provvedimento di perquisizione, residenti nelle province di Bari, Treviso e Bergamo, sono indagati in concorso tra loro e a vario titolo, per le ipotesi delittuose di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti. Insomma, tangenti sarebbero state pagate da imprenditori a funzionari pubblici per aggiudicarsi appalti nella realizzazione di alcuni lavori all’interno dell’ospedale. I dipendenti pubblici dell’Asl Bari indagati sono: Angelo Maiano, direttore di Ingegneria clinica, Giuseppe Volpe, direttore amministrativo dell’area sud e Rocco Ianora, diventato dirigente dell’area tecnica dopo il trasferimento di Nicola Sansolini, che nel novembre del 2024 fu arrestato in una prima inchiesta sulle tangenti Asl e successivamente licenziato. Anche Sansolini è tra gli indagati. Indagati anche Giordano Favero, socio di una ditta di Treviso, Vincenzo Braia, general manager della Hsc e Giuseppina D’Aquino della stessa società, infine l’ingegnere barese Francesco Ruggiero, professore del Politecnico e socio di un’altra impresa capofila del raggruppamento che ha progettato il nuovo nosomio di 299 posti letto. Ora si attendono gli esiti delle perquisizioni e non è esclusa che l’inchiesta della Procura, relativa all’aggiudicazione nel 2024 e 2025 di due appalti pubblici di forniture in ambito sanitario, del valore complessivo di 1,3 milioni di euro, da parte dell’Azienda Sanitaria Locale di Bari, possa allargarsi ad altre persone.